mercoledì, 29 ottobre 2008


Ieri sulla metro sono saliti in tanti.
Bambini e genitori che davano una mano ai maestri per accompagnare i ragazzini al Festival della Scienza. Era davanti a me un papa’ (avrei detto peruviano) con il suo bambino ed un altro, italiano. Non ho potuto fare a meno di pensare a quello che si dice in questi giorni, alle polemiche sulla classe d’ingresso, d’avvicinamento o come la chiamano (che poi ci ricamano sui termini: maestro unico, maestro prevalente; tempo pieno, tempo scuola…affanculo).
Il genitore di colore si teneva il bambino italiano addosso, lo teneva a proteggerlo con la mano, mentre suo figlio era a fianco. I due (piccoli tanto… saranno stati di prima), parlavano bene, tutti e due, con quelle loro vocette chiocce. Vicino c’era una bimba nel passeggino, al quale era attaccato uno scooby doo. I due disquisivano sullo scooby doo, ignorando completamente la bambina: “… quello che mi hanno insegnato a fare anche a me col cordoncino, e non il cane eh!” “ Si’ si’ certo, pero’ c’e’ anche il cane eh, quello dei cartoni…” .
Erano bellissimi. Lontanissimi dal rumore che si sta facendo su di loro. In quel momento li avrei voluti sordi, muti o in preda ad un incantesimo che li mantenesse per sempre cosi’: ignari.

E poi ho sentito la destra dire che non e’ bello strumentalizzare i bambini, portarli in manifestazione. Ed io posso essere anche d’accordo, ma vorrei che allora non li portassero neppure a certi convegni contro e che ce li facessero vedere con facce ebeti che guardano in giro, non capendo assolutamente una mazza di quello che viene detto.

E non vorrei vederli soprattutto negli spot pubblicitari.
Mi pareva anni fa, di aver letto che i bambini non potessero lavorare nelle pubblicita’, per lo meno non in quelle che reclamizzavano prodotti non strettamente legati all’infanzia.
Ma si sa, io, ho poca memoria.

musica
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:09
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venerdì, 24 ottobre 2008
Adesso, non che io non ci dorma la notte, ma qualcuno mi sa dire chi e’ sara varone?
Mica per altro ma almeno cosi’ in casa la smettiamo ad ogni spot che passa di chiederci
“ma chi minchia e’ sta sara varone?”
 
(che e’ una fica l’ho visto anche io, quindi fossi in voi eviterei le battute, intendo cosa fa nella vita, cosa pensa del buco dell’ozono, della crisi economica mondiale, della possibile elezione di Obama, degli studenti incazzati, dei ricercatori precari, cose cosi’ insomma).

Vogliate gradire un vetusto intervallo di musica leggera
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:35
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martedì, 21 ottobre 2008
Non sono persona capace di odiare, almeno credo. Anche perche’ in genere dimentico. Dimentico le schifezze che mi fanno, sono portata a ricordare i gesti che mi hanno dedicato o i momenti belli che ho condiviso.
Io ieri sera ho odiato. E siccome sono cresciuta con la fantascienza, mi piacerebbe che per le stronzate che dice si autodisintegrasse, proporzionalmente: una cagata, pouff un braccio, un’altra, pouff una spalla e via cosi’. Ricordo un fumetto dove gli alieni si scioglievano in acqua. Ecco fosse cosi’ anche per gli stronzi.
Cattivo, ignorante, supponente. Uno che alla frase “in classe e’ arrivato un bambino dalla Malesia e la maestra ha fatto una lezione sulla Malesia: e’ un arricchimento per i nostri figli” risponde che a far arrivare la cultura di fuori rischiamo di perdere la nostra identita’. Ma come stai messo? Ah bellooooooo!!!!!. Ma che cazzo stai dicendo? Noi che in Italia siamo tutti mischiati (e per fortuna), cosa dovremmo fare secondo te, studiare solo la storia italiana, la geografia italiana, non dovremmo nemmeno conoscere i confini del nostro paese, per non pronunciare la parola Svizzera?
Questi non si possono nemmeno definire nazisti.
Questi mi ricordano i cani dei nazisti: vai, attacca, azzanna.
Non c’e’ bisogno che sappiano perche’ lo fanno: l’importante e’ che lo facciano.
Schifo, mi fanno schifo.
 

Io penso che l’integrazione passi per i bambini. Saranno loro (se li lasceranno fare) quelli che tra venti trent’anni, potrebbero aver costruito "un altro mondo e' possibile".
Li vedo, al mattino, davanti la scuola, abbracciarsi, corrersi incontro, baciarsi, gialli, neri, avorio, bianchi.
Belli.
I bambini sono daltonici, non vedono differenze tra i colori della pelle, ma hanno un udito finissimo: san sentire battere i loro cuori.

Vogliate gradire un momento di musica leggera.

P.S.:
io odio sky ma trovo mandi  in onda degli spot sempre molto belli.
Questo lo trovo strepitoso.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:07
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giovedì, 16 ottobre 2008
Leggo nei titoli
“Domani sciopero generale nazionale dei trasporti”.
Oh, cazzo, proprio domani che dopo il lavoro vorrei andare a vedere Wall-e.
Si’ perche’ in genere le fasce protette ci sono sempre e quindi riuscirei a tornare a casa di corsa, ma niente altro.
Vado subito a vedere che succede nella mia citta’.
L’azienda dice che e’ uno sciopero dei lavoratori iscritti al sindacato autonomo e specifica che nelle precedenti occasioni la percentuale di adesione e’ stata del 19% nel servizio urbano e nessuna adesione per impianti speciali e metro.
Adesso, io mi chiedo sciopero nazionale generale dei trasporti secondo me vuol dire che aderiscono tutte le organizzazioni sindacali e quindi io mi preoccupo di non restare in mezzo alla strada.
Perche’ ci devono sempre mettere in allarme perche’ sta per accadere un cataclisma al quale non possiamo far fronte?
Perche’ gli squali assassini? le alghe killer? non e' influenza, ma pandemia? pericolo di aviaria? una catastrofe di grandezza incalcolabile sta per abbattersi sulla citta'? l’uragano minaccia la costa occidentale o sailcazzo?
E poi, eccoli’ li’, che con calma, ce lo stanno mettendo nel culo a livello mondiale e nessuno ci avvisa.

Vogliate gradire un momento di musica leggera
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:46
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mercoledì, 15 ottobre 2008
Non potrei dire che ci ho sempre pensato perche’ non e’ vero.
Pero’ come per le prime volte che mi portavo il cellulare quando andavo al mare - la’, dove nessuno mi avrebbe rintracciato - ed ero contenta che mi avrebbero potuto rintracciare alcuni amici, cosi’ quando ti si accende la lucetta verde, e’ come se fossi seduto sugli scalini della chiesa del paese, o sul muretto davanti al bar del quartiere: adesso arriva qualcuno e facciamo due chiacchiere.
Sono assolutamente in grado di vivere il mio tempo libero da sola, anzi, se devo dire, quasi lo preferisco: non devo dare appuntamenti ai quali devo arrivare in orario, posso decidere sino all’ultimo minuto se andare al cinema - e cosa andare a vedere -, fermarmi al mare sino al tramonto, o passare in libreria, tornare a casa a metter su una lavatrice, o passare a farmi a fare una piega.
A partire dalla meta’ degli anni ’80, d’estate nel centro di Genova si svolgevano manifestazioni per tutti i gusti: dalle piu’ stupide alle piu’ colte. Bastava scendere in centro, qualcosa da fare si trovava, qualcuno di interessante si incontrava.
La lucetta verde accesa ti riempie di aspettative.
C’e’ una moria di lucette verdi. C’e’ che non sara’ piu’ di moda essere qui su questa piattaforma. C’e’ chi trasloca, c’e’ chi preferisce tutte quelle cose che io ancora non ho capito cosa minchia siano (e lasciatemi nel mio limbo, grazie): quella che pensavo richiamasse a un cartone, e quell’altra che mi pare un vento. Una pioggia di chat e messenger, hanno preso il posto di pagine scritte.
Io sostengo che uno degli aspetti positivi del blog sia proprio la possibilita’ di fare conoscenze (attraverso le pagine scritte), ma queste fasi migratorie non mi convincono, eppure ci puoi scommettere che tutti saranno pronti a giurare che
scrivere e’ la cosa che piu’ amo: pagine e pagine scritte negli anni, sino dalla piu’ tenera eta’scrivere e' la mia ragione di vita...
Mavaffanculova’.

Vogliate gradire un momento di musica leggera
 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:11
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martedì, 07 ottobre 2008
Ma cosa minchia ha nella testa una persona che lascia nei commenti, o in un messaggio privato, questo testo:

Complimenti per il tuo blog… perche’ non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?
Te ne saro’ grato/a
Grazie
 
Lettera aperta all’autore/trice di “ti linko, mi linki?”:

Gioia della mamma,
capisco che il significato di essere amici in rete e’ piu’ vicino alla trasmissione della defilippi che non al senso della parola stessa, e quindi amici o semplici conoscenti per te e’ lo stesso;
capisco che sei frustrato/a perche’ non ti viene a leggere nessuno, anche a me un po’ rode ma non per questo vado a rompere le palle agli altri bloggers;
capisco che arrivare sul blog e vedere che non ti ha linkato nessuno puo’ far venire l’orticaria, ma sappi che potrebbe anche linkarti chi non ti interessa;
capisco che quando leggi certi blog pieni di bacio notte, baciogiorno diventi giallo/a dall’invidia ma credi molto meglio cosi’, che poi ti riempiono il blog di glitter e cuori;
io capisco tutto pero’…
perche’ non sei almeno sincero/a?

Tu del blog mio non ne hai letto neppure una pagina che altrimenti non mi chiederesti sto scambio da figu.
E allora piuttosto dimmi:
“sono uno sfigato/a di merda, non mi caga nessuno, e visto che a te ti leggono in 15, se tu mi linki magari qualcuno dei tuoi 15 viene a leggere pure me”
oppure
“sono solo come un cane con la rogna. Vuoi essere mio amico” che fa tanto libro Cuore e magari mi tocchi il muscolo e mi commuovo, e invece di mandarti a fanculo, mi limito ad ignorarti.
Ma non mi dire “bello il tuo blog” che divento verde come Hulk.
Detto questo, sappi che non linko nessuno che non mi piaccia leggere e in genere inserisco tra gli amici, persone con le quali ho gia’stabilito un contatto (commenti, privati, mail e pensa te, persino telefonate, se non addirittura conoscenza fisica, non biblica).
Ultimamente a qualche richiesta di amici ho risposto cliccando senza pensarci troppo su, che altrimenti sembra che faccia la fica, ma sinceramente vedere l’elenco amici di qualcuno arrivare a 500 persone, mi fa pensare che il qualcuno abbia mandato inviti a tappeto senza pensare, e allora cerco di selezionare (visto che quel tipo di comportamento che mi irrita, mi indispone ulteriormente se a tenerlo sono io). Ogni tanto cancello pure i link (se privatizzano il blog, se sono fermi nella scrittura), e siccome sono donna - e in quanto donna - di umore mutanghero, del mio blog faccio quello che voglio.
Ti aggiungo pure che io ho dei link che portano a blog miei che nessuno ha nemmeno mai aperto, quindi trai le tue conclusioni, ma soprattutto non mi frantumare piu' i cabasisi.
Con immenso, immensissimo, inconmensurabile affetto.

Vogliate gradire un momento di musica leggera.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:54
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lunedì, 15 settembre 2008
Si chiama diagnostica preventiva.
In realta’ se le cose non vanno come dovrebbero e cioe’ si dovessero rilevare presenze non gradite (di qualsivoglia natura, anche stupide), non sarebbe piu’ preventiva ma dovrebbero chiamarla diagnostica precoce (nel senso che si', la prendi in tempo, ma non previeni un cazzo).
Ad esempio due mesi fa, dopo aver visto che tutto era a posto, il ginecologo ha detto ”cerchi di capire, se succedesse qualsiasi cosa, anche stupida, si guadagnerebbe del tempo. Lo tenga a mente”.
Stessa paternale il radiologo.
E va bene.
*A volte invece ci si reca ad effettuare una visita di controllo e una volta finita non si e’ piu’ dello spirito di farsi una risata. Si entra dicendosi “faccio anche questa… cosi’ escludo...”
Calatevi nei panni di una persona che si recasse a fare una visita di controllo e  la visita di controllo rivelasse qualcosa che non va (qualsiasi cosa fosse, anche stupida), e fosse un mese che ogni volta che a qualcuno della vostra famiglia - che si fosse recato a fare una visita di controllo -  trovassero sempre “un qualcosa che non va” (qualsiasi cosa fosse, anche stupida).
Fatto?
Ecco, adesso, la domanda, alla quale dovete rispondere, e’ questa: quella persona (che in questo caso, essendovi calati nei suoi panni, e' diventata voi) dovrebbe per forza dire “che culo che me l'hanno trovata presto” (qualsiasi cosa fosse, anche stupida) o una madonna - tirandosi dietro la porta dello studio medico - potrebbe anche tirarla?

* n.b.: non sto parlando di me.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:26
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lunedì, 08 settembre 2008
Questo blog vive da quasi tre anni. E’ un blog come tanti, pieno di stronzate come tanti altri, ma un paio di cose carine, secondo me nel tempo ci sono pure state. Tipo fotografare per un anno un ippocastano senza neppure sapere che lo avevano gia’ fatto in un film. L’altro blog quello delle foto, qualche foto curiosa anche lui l’ha ospitata. E invece per cosa vengo segnalata sulla pagina di splinder? Per 4 scatti di merda fatti col cellulare da Arturo Fante (che tra l’altro ho anche fanculizzato per non essersi portato la macchina fotografica ma di aver scattato col cellulare).
mavaffanculova.
 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:26
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lunedì, 18 agosto 2008
La mia totale ignoranza nei confronti di Orazio la devo alla totale assenza di studi classici, al mio odio per i poeti e all'allergia verso i filosofi.
Ricordo la prima volta che lessi un foglio con qualcosa sul carpe diem. Era appeso dietro la scrivania di quella gran ficasecca della capa del personale. Non esistevano ancora le mails, e le frasi celebri si promulgavano a botte di fotocopie. Cominciarono a girare parecchie copie di quello scritto, forse per compiacere la signora.
Poi venne L’attimo fuggente che, sara’ pure un film di buoni sentimenti e fara’ crescere la commozione in proporzione a quanti ragazzi salgono sui banchi, ma diciamolo senza paura, e’ una puttanata cinematografica, da consensi e lacrime, di portata megagalattica.
E poi vennero le mails, le catene, i meme (che poi ne parliamo un’altra volta, che anche questa e’ una stortura) e dal carpe diem non ci ha salvato nemmeno il padreterno.
Ho trovato diverse versioni in italiano questa mi pare abbastanza fedele:

Tu non chiedere mai, che
non è dato, o Leucònoe, di sapere quale a me,
quale a te sia stato imposto dagli dei:
rinuncia ai calcoli delle tavole babilonesi.
Meglio, quel che verrà, prender così com'è.
Se molti inverni Giove ci darà: o sia l'ultimo,
al contrario, questo che spumeggiante flagella il Tirreno
contro le scogliere a infrangersi:
metti saggezza, mentre mesci vino, le tue speranze
regola giorno per giorno. Mentre
parliamo, l'ora è già scorsa
rapida. Afferra l'oggi, e non illuderti del domani.

Che secondo me vuol dire,
vivi ogni giorno come fosse l’ultimo, godi di ogni piccola cosa che la vita ti regala, e non chiedere di sapere quel che ti serba il domani, che non ti e’ dato.
Ed ecco che in questo modo che abbiamo di cambiare a uso e consumo ogni cosa che abbiamo imparato diventa:
Vai buttati, prendi oggi quel che puoi che chissa’ se domani lo potrai. Fregatene delle conseguenze, che domani potrebbe essere tardi.
Eccoci qui.
In questo mondo da fast food, qualcuno ci consiglia di consumare la nostra vita come un pasto veloce. Non importa di quel che ingeriamo.
Importa trangugiare e divorare, possibilmente gusti forti, sapori contraffatti.
E non curiamoci se stanotte la passeremo a cagare il veleno ingerito, né del domani, e dell’accumulo di scorie che abbiamo mandato giu’ a stratificarsi nel nostro stomaco, che ce lo faranno marcire. L’importante e’ la nota forte oggi, il mordere e fuggire. E il non aver sprecato tempo a cucinare, che in quella mezz’ora li’, proprio quella li’, scusate, stavamo cogliendo l’attimo.
E cosi’: “la vita e’ la mia e dura un attimo, ho anche impegni verso me stessa”, perche’ si deve provare la passione, sensazioni forti, emozioni, e a quelle tre frasette - trite e ritrite - sotto forma di sms sul cellulare, non si rinuncia (ricordano tanto lisa lisetta quando ti vedo la mia fronte scotta ne "Il turco napoletano", ma si sa: quando si coglie l’attimo non c’e’ tempo per ragionare.
 
Povero Orazio.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:28
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giovedì, 07 agosto 2008
Che poi una persona ci provi ad estraniarsi dal mondo, oggi, e’ anche ammissibile.
Che poi ci provi per un piccolo periodo, cosi’ a giocare a sentirsi veramente in ferie, fuori dalla portata dei giornali e media vari (si’, tipo su Venere insomma) non solo e’ ammissibile, ma pure da encomio secondo me.
Poi visto che sto parlando di me non posso che non darmi ragione.
Ma quando e’ troppo e’ troppo!
Faccio finta di non vedervi e non sentirvi.
Faccio uno sforzo immane a non commentare che in casa ho gia’ chi lo fa per me.
Ma la petizione salva l’italia in vista della manifestazione del 25 ottobre e’ veramente troppo.
Patetici.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:08
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