
Ieri sulla metro sono saliti in tanti.
Bambini e genitori che davano una mano ai maestri per accompagnare i ragazzini al Festival della Scienza. Era davanti a me un papa’ (avrei detto peruviano) con il suo bambino ed un altro, italiano. Non ho potuto fare a meno di pensare a quello che si dice in questi giorni, alle polemiche sulla classe d’ingresso, d’avvicinamento o come la chiamano (che poi ci ricamano sui termini: maestro unico, maestro prevalente; tempo pieno, tempo scuola…affanculo).
Il genitore di colore si teneva il bambino italiano addosso, lo teneva a proteggerlo con la mano, mentre suo figlio era a fianco. I due (piccoli tanto… saranno stati di prima), parlavano bene, tutti e due, con quelle loro vocette chiocce. Vicino c’era una bimba nel passeggino, al quale era attaccato uno scooby doo. I due disquisivano sullo scooby doo, ignorando completamente la bambina: “… quello che mi hanno insegnato a fare anche a me col cordoncino, e non il cane eh!” “ Si’ si’ certo, pero’ c’e’ anche il cane eh, quello dei cartoni…” .
Erano bellissimi. Lontanissimi dal rumore che si sta facendo su di loro. In quel momento li avrei voluti sordi, muti o in preda ad un incantesimo che li mantenesse per sempre cosi’: ignari.
Erano bellissimi. Lontanissimi dal rumore che si sta facendo su di loro. In quel momento li avrei voluti sordi, muti o in preda ad un incantesimo che li mantenesse per sempre cosi’: ignari.
E poi ho sentito la destra dire che non e’ bello strumentalizzare i bambini, portarli in manifestazione. Ed io posso essere anche d’accordo, ma vorrei che allora non li portassero neppure a certi convegni contro e che ce li facessero vedere con facce ebeti che guardano in giro, non capendo assolutamente una mazza di quello che viene detto.
E non vorrei vederli soprattutto negli spot pubblicitari.
Mi pareva anni fa, di aver letto che i bambini non potessero lavorare nelle pubblicita’, per lo meno non in quelle che reclamizzavano prodotti non strettamente legati all’infanzia.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:09
Permalink|mondo, la storia siamo noi, zia un cazzo
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