lunedì, 03 novembre 2008
Sabato.
Alle 7 subito dopo la sveglia, sento arrivare da fuori un gran rumore che non riesco a decifrare. Mi alzo di scatto, coi gatti che scappano al mio sbattere delle coperte, guardo fuori: c’e’ il sole e non e’ pioggia, apro per sentire meglio. Ma che diavolo e’, non riesco a capire. Poi guardo meglio gli alberi nel viale, e ogni singola cima di ramo si muove, ma non e’ il vento. Sono centinaia di storni. Aspetto con trepidazione questa stagione. La stagione in cui si preparano a partire. Al mattino, ma soprattutto il pomeriggio, prima del tramonto, vanno dagli alberi del viale sotto casa, agli alberi dei giardini di Palazzo del Principe. E si muovono riempiendo il cielo di disegni fantastici. Poi mentre muovono le ali (che ho lette essere iridescenti, come il loro corpo) un raggio di sole li colpisce e da disegno nero, diventano d’argento. Io mi commuovo. Lo so, pare portino pure malattie nelle feci che depositano soprattutto nelle citta’ (non so perche’ piu’ in citta’ che in campagna, boh, ma ho letto cosi’), ma sono bellissimi. Parte uno e… via tutti, a gruppi sino a costituirne uno unico. Si preparano loro. Aspettano di essere tantissimi per affrontare il volo sino all’Africa. In formazione si riparano dagli assalti dei rapaci.
Che si provi un falco pellegrino a sfondare questo muro alato!
Ad Ovada c’era il mercatino dell’antiquariato. A Genova un sole incredibile e un cielo che piu’ blu non si poteva. Passati il turchino, 7 gradi. Pensavo di seccare dal freddo e di annegare dalla pioggia, invece solo il solito clima da basso piemonte, umidiccio ma meno freddo del previsto. Si e’ poi aperto pure un po’ il cielo bianchiccio e ha lasciato intravedere un po’ d’azzurro. Siamo tornati indietro con l’ennesimo sovra porta - che pensavo sarebbe andato a tenere compagnia agli altri in attesa di sistemazione. Invece, maligna io, pare che questo abbia gia’ trovato una possibile collocazione. Per il 2015 si potrebbe sperare di vederlo messo su.
Domenica.
Il passato e’ una terra straniera e’ un film che si lascia vedere, anche se devo aver visto una copia di stramerda. I trailers sono stati proiettati a fuoco, poi da quello che precedeva il film, il fuoco e’ andato a fare inculo. Tenendo anche conto che il film e’ girato con questa tecnica della sfocatura, cioe’ si va a fuoco solo quando il soggetto interessato e’ in primo piano, il fastidio di avere uno sfuoco da proiezione (non voluto) sullo sfuoco da ripresa (voluto) mi ha creato un leggero disagio agli occhi e puranco allo stomaco. Film bello nell’insieme, crudo e attualissimo, che andrebbe fatto vedere nelle scuole superiori, dove mi si dice ci siano diversi ragazzi molto, molto interessati al gioco (o forse solo in conseguenza di un guadagno facile, chissa’… con tutti questi che si fanno da soli). Ho letto le critiche al film (pochine per la verita’), nel senso che si racconta la trama e si fa l’analisi del testo, ma nessuno ti dice, ben girato, ben montato, belle luci, cagata pazzesca.
Niente di niente signori. Oramai questo e’ quello che passa il convento. All’uscita dalla sala c’era un critico genovese ed io ho chiesto al ragazzo se c’erano problemi alla proiezione e all’audio in sala. Questo mi ha guardato e mi ha detto “PERCHEEEE?” “Perche’ il film era sfuocato e l’audio faceva schifo” dico io. Il critico allora si accoda e dice “e’ vero, al di la’ dell’effetto sfocatura, era sfocato, ai titoli per esempio”. Il ragazzo si difende dicendo “Ma solo nel primo tempo!” Mi arrendo, visto che i titoli di coda non si riuscivano a leggere. Mi dispiace. E’ una delle piccole sale che amo e nelle quali ancora vado a vedere qualche film. Il critico mi dice che non ha capito la trasferta a Barcellona, io lo guardo e gli dico “mi pare ci fosse anche nel libro” e lui “il libro non l’ho letto… ma questo flashback sinceramente…”.
Io ammutolisco e saluto. Il flashback e’ solo un pretesto per raccontare la storia; durante la trasferta a Barcellona accade qualcosa che apre uno spiraglio nella lettura dei personaggi, di uno soprattutto.
Penso, quello di mestiere fa il critico, perche’ non mi dice qualcosa sul film e non sul racconto che non ha (tra l’altro) letto?
Ve lo dico io come l’ho trovato. E’ girato benino. Belle le luci e uno sforzo notevole nel ricostruire atmosfere cosi’ diverse tra loro. Gli attori sono tutti all’altezza dei loro ruoli, anche se alcuni stereotipati. Vabbe’, uno sceneggiato girato bene ecco.
E poi sono passata da Feltrinelli. L’ultimo di Camilleri, L’arte del dubbio; Lune nere, un libro che mi sono fatta arrivare di Evangelisti e Ferrucci (blogger, qui su splinder) - trovato scontato, ma stampato senza la fine del racconto di Ferrucci, dal quale avevo iniziato, e che mi pareva caruccio - e Io sono un gatto di un giapponese, del quale non ricordo il nome, figurarsi il cognome.
E poi, tregenda, sono andata a vedere un amico recitare una piccola cosa. E lui, devo dire, secondo me era nel pezzo piu’ carino (infatti ha vinto il premio della giuria giovani, che non conta una cippa, ma hanno motivato meglio che la giuria seria): Festival della regia, una rassegna di teatro amatoriale, 18 minuti per far capire Amleto. I piu’ hanno sbarellato, producendo stranezze e boiate imbarazzanti. E' stata premiata poi, non la regia ma una prova attorale decente.
Lunedi’.
Ho visto che sono arrivati qui in molti cercando Doppia morte al governo vecchio di Ugo Moretti, romanzo dal quale e’ stato tratto il film di Steno,  Doppio delitto (ne scrivevo qui), trasmesso sabato sera da La 7.
Volevo dire a questi signori (non so perche’ ma penso siano uomini) che purtroppo il libro di Moretti non si trova. L’ho cercato e molto anche.
Libro: Doppia morte al governo vecchio
Autore: Moretti Ugo
Editore: Bariletti
Genere: Letteratura Italiana
data publ.: 1990
Attualmente non disponibile 
Prezzo di listino: € 9,30 
Se venissi a sapere di una ristampa, ne daro’ - con piacere - comunicazione qui.

musica
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:01
Permalink|cinema, amici, librilibrilibri, vita di zia, pretesti per citare un film
commenti (10)|commenti (10)(popup)
martedì, 09 settembre 2008

 
E’ dal 21 ottobre dell’anno scorso (giorno del nostro primo incontro) che lo aspetto.
E’ straniero.
Arrivera' in Italia il 17 ottobre.
Io, gia’ lo amo.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 18:32
Permalink|cinema, vita di zia
commenti (2)|commenti (2)(popup)
martedì, 27 maggio 2008


Ma come si fa a ricordare il regista di film come “Non si uccidono cosi’ anche i cavalli?”, “Yakuza”, “Corvo rosso non avrai il mio scalpo”, “Come eravamo”, “I tre giorni del condor”, dicendo <e’ morto il regista di “Tootsie”  e de “La mia africa”>?
 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 10:27
Permalink|cinema, senza di loro, quelli bravi
commenti (15)|commenti (15)(popup)
giovedì, 10 aprile 2008
Credo esista un’eta’ per certe letture e anche per certi film. Ho letto il giovane Holden pochi anni fa e non mi ha fatto palpitare, Il piccolo principe a 25 anni e mi e’ piaciuto senza farmi urlare al miracolo. Ho letto L’amico ritrovato circa un lustro fa ed e’ stato per me importantissimo.
Ho visto Manhattan di Allen e l’ho amato, mi ci identificavo. Oggi Allen non riesco piu’ a vederlo, nemmeno nei suoi film, quelli che adoravo negli anni 70. Leggo in lui sfumature che mi irritano, e che prima non vedevo.
Ma quello che so e’ che due sere fa rivedendo La prima notte di quiete (ne parlavo qui, quando mi hanno regalato una copia registrata da rai sat – il dvd pare esista solo in giapponese - e diciamolo se vado male con l’inglese, figurarsi con la lingua nippo)... dicevo... rivedendo il film, non lo ricordavo cosi’ disperato, cosi’ forte, cosi’ distruttivo. Lo ricordavo come un insieme di storie d’amore sbagliate, persone sbagliate, situazioni sbagliate, ma non cosi’ senza via d’uscita.
Sara’ che me lo sono visto al buio, a letto con il mio regalo di compleanno, il piccolo lettore dvd da momenti soli, sara’ che ho messo l’auricolare, sara’ che l’attenzione era tutta li’, ma mi ha lasciato una profonda sensazione di malessere.
Un malessere diverso da quello che mi lasciano intravedere i rapporti uomo/donna di oggi.
Una coppia che si e’ amata e che sta assieme nonostante…
Ma nonostante non sono i figli, la casa, il perbenismo, i parenti.
Il nonostante e’ un male oscuro. E’ la consapevolezza che l’amore non c’e’ piu’ e forse e’ rimasta solo la passione. Una coppia aperta che accetta i diversivi dell’altro sino a che non si tramutano in innamoramenti.
La coppia si rinfaccia le colpe, si butta in faccia il male fatto all’altro.
Intorno, un mondo fatto di persone che sopravvivono, che bevono, giocano, si drogano, fanno orge e trascinano oltre ai loro giorni anche le loro notti, una dopo dopo l’altra, senza senso, senza speranza.
Una ragazza che a 19 anni ha gia’ fatto tutto nella vita, e una madre che ha pensato per lei un futuro di denaro: il costo di questo futuro non la riguarda.
Nei primi anni ’80, scrissi una piccola sceneggiatura per un corto che mai realizzai, nel quale  mi ispiravo al professor Dominici, il protagonista del film.
Mi e’ sembrato molto strano, mentre guardavo una scena del film, ritornare a quelle pagine scritte. La situazione che avevo immaginato per Dominici era completamente diversa, con un finale completamente diverso, e di speranza in qualche modo, anche se con una grande sensazione di angoscia e di sospeso.
Non mi sarei meravigliata se mi fosse accaduto il contrario. Ma non mi sarei mai aspettata di vedere un’immagine e provare una sensazione al ricordo di un mio scritto. Come se io l’avessi letto e ne fossi rimasta colpita.
Devo ritrovarlo e leggerlo.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:29
Permalink|cinema, vita di zia
commenti (4)|commenti (4)(popup)
lunedì, 04 febbraio 2008

Sabato  ho acquistato questo:



E' delizioso.
E chi non lo conoscesse, dovrebbe fare come me, comprarlo, o per lo meno vederlo.
P.S.: Lei metteva calze verdi per intonarle alla sua biancheria intima.
P.S. 2: Ah, e fate molta attenzione  - e' un film vietato ai minori di 18 anni.
Guardate attentamente sino alla fine questo trailer e vi accorgete che non era cosi' solo per l'Italia.
(sono passati 45 anni e qualcosa dovrebbe essere cambiato, ma sul visto della censura del dvd ci sta scritto: vietato ai minori di 18 anni)
Chissa' a chi dovrebbe essere consentita o consigliata la visione delle sedute in parlamento o di certi programmini definiti di varieta' del sabato sera.

Grazie vaticano che ci pensi tu alla nostra morale comune.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 16:12
Permalink|cinema, fanculoteegliangeli
commenti (21)|commenti (21)(popup)
venerdì, 18 maggio 2007
E quando la realta' supera la fantasia?
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 16:34
Permalink|cinema, mondo
commenti (7)|commenti (7)(popup)
martedì, 15 maggio 2007


Sorpresa.
Di fronte a quei singhiozzi, capi’ che nulla avrebbe potuto dire.
Asciugo’ le sue lacrime e finse di ignorare quelle di lui.
Per la prima volta, si era sentita lontana.
Estranea.
                                                                                                    "Ci basta una capanna
                                                                                                    per vivere e dormir
                                                                                                   ci basta un po' di terra
                                                                                                   per vivere e morir.
                                                                                                  Dateci un po' di scarpe
                                                                                                  le calze e anche il pan
                                                                                                  a queste condizioni
                                                                                                 crediamo nel doman.
"

Foto di Berengo Gardin 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:49
Permalink|cinema, senza di loro, vita di zia
commenti |commenti (popup)
lunedì, 19 marzo 2007


Ci fu un tempo in cui mio marito ed io possedevamo un castello. Noi vivevamo felici. Poi arrivarono i tempi delle vacche magre e fummo costretti ad aprire il castello al pubblico. Un giorno un visitatore sbaglio’ ad aprire una porta e mi trovai davanti agli occhi l' americano piu' affascinante che avessi mai visto. Non seppi resistere. Vissi ore (e anche qualche giorno) d’amore con lui. Mi trovai anche invischiata in una storia che riguardava una pelliccia. Era bellissima, ma fu mia solo per poco. Ricordo ancora quando quell’oca della mia amica carponi sul tappeto per raccogliere le tessere del gioco che si erano sparpagliate sul pavimento se ne usci’ con quella stupida tiritera della favoletta degli orsi “… chi ha mangiato nel mio piattino?… chi ha dormito nel mio lett…?” Lei non sa di aver rischiato un pugno sul suo bel nasino. Poi, un giorno i “miei due lui” si sfidarono a duello, e mio marito ebbe la peggio. Oddio, ferito. E per amor mio poi. Capii di amarlo. E lasciai l’americano.
(scoprii solo dopo che mio marito si era fatto ferire di proposito)

"L’erba del vicino e’ sempre piu’ verde", 1960, S. Donen
 con (sti cazzi...):
Cary Grant, Deborah Kerr, Roberto Mitchum e Jean Simmons
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:27
Permalink|cinema, ricordi, vita di zia, pretesti per citare un film
commenti (19)|commenti (19)(popup)
lunedì, 26 febbraio 2007
non che mi cambi la vita, ma io ne sono contenta. ecco!
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:05
Permalink|cinema, mondo, vita di zia
commenti (11)|commenti (11)(popup)
lunedì, 12 febbraio 2007


"Sono durate vent'anni le ricerche per questo film: non mi interessava dimostrare che gli olandesi sono buoni e i tedeschi cattivi. Non volevo fare un film sulla mitologia della guerra, ma sulla realtà dell'Olanda di quegli anni e del dopo-liberazione. Come in altri Paesi europei anche lì ci sono stati i collaborazionisti e la Resistenza ed episodi di estrema violenza".
Paul Verhoeven

A me non interessa fare critica o analisi. Bella storia, ben raccontata, ben recitata, ben diretta, ben confezionata. Un film che resta nella testa. A me basta.

"Black book", 2006, Paul Verhoeven
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 12:15
Permalink|cinema, vita di zia
commenti (18)|commenti (18)(popup)