Altrimenti si tiene il diario con il lucchetto o ci si apre un sito per scrivere le proprie memorie.
I commenti sono parte integrante del blog: importanti non per il numero, ma per l’intelligenza, l’ironia, la traccia che lasciano, il valore che danno al post stesso.
Dopo aver passato in rassegna
i blog con i commenti bacio bacio e miciu miciu;
pippaioli della letteratura, e cioe’ coloro i quali scrivono dei gran bei pezzi, ma nei loro commenti trovate sempre la lettura critica, quella che ha preso il posto del dibattito al cineforum, perche’ ci si ricordi bene, non fa fino scrivere “gran bel pezzo” e motivarlo, ma per dare l’idea del commentatore competente, bisogna scavare nelle intenzioni dello scrivente e possibilmente dare anche consigli sulla durata, sulla giustezza del corpo, e anche magari, su quello che avrebbe dovuto bere lo scrivente al momento della stesura del suo pezzullo: un negrosky invece che un bloody mary, sarebbe servito a dare piu’ brio e a togliere quella punta di acido, e voi essere umano possessore di blog di serie b, che avete letto il pezzo e state per scrivere un commento, non vi resta altro dopo aver letto “grazie” “prego” “ non c'e' di che” “potevi far meglio” “col tuo aiuto, sara’ per la prossima volta”, chiudere con un click, biascicare un maffanculo tra le labbra e passare sul blog delle torte di nonna papera*.
Non mi interessa.
Mi rendo conto che sono lontani i tempi in cui mi divertivo a cazzeggiare su un post facendo a gara per commentare in modo ironico ed intelligente.
Oggi i post dicono sempre meno. Si tiene aggiornato il blog, cosi’, forse per non scontentare i pochi lettori che non si sono fatti un account su fb.
Stavo pensando di chiudere, ma ci ho ripensato.
Restero’ qui a scrivere per quei pochi che avranno voglia di continuare a leggermi.
Continuero’ la mia caccia, dicevo, e mi parra’ di essere Vincent Price in “The Last Man on Earth”**.
Uso questo post - ripagandola con la stessa moneta - per dire due parole a una persona, che si e’ talmente abituata a sms, mail, pvt, messenger, da dimenticare che per dare una bella e importante notizia, ci sono altri mezzi oltre che i pvt.
Confondere un click con un abbraccio.
*Voi.
Io no che ho il forno che non mi funziona, e non ho il coraggio di chiamare l’assistenza, che si e’ rotta la scheda elettronica che regola l’accensione e la durata della cottura.
A me chiamare l’assistenza fa paura.
musica (che il duke, sono certa, apprezzera')
Permalink|blog, amici, mondo, vita di zia, pretesti per citare un film
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