mercoledì, 12 novembre 2008
Continua la mia grande caccia in rete ai sopravvissuti del blog, feriti non gravi - mi auguro - vittime di fb.
Innegabile che sui blog giri poca gente. E che si scriva meno.
Ma quello che piu’ mi deprime e’ la mancanza dei commenti.
E la qualita’degli stessi.
Sostengo dal primo momento che ho aperto il blog, che il commento sia il ritorno che se ne ha di quel che si scrive. L’accettazione o lo scontento.
Altrimenti si tiene il diario con il lucchetto o ci si apre un sito per scrivere le proprie memorie.
I commenti sono parte integrante del blog: importanti non per il numero, ma per l’intelligenza, l’ironia, la traccia che lasciano, il valore che danno al post stesso.
Se comunque oltre a essere sparuti, sono “un saluto… sono di corsa”, “per ora ti bacio… leggo dopo”, ecco il blog ce l’ha nel culo.
Dopo aver passato in rassegna
i blog con i commenti bacio bacio e miciu miciu;
i blog con le risposte ad uno ad uno ai propri commentatori da parte del blogger scrivente al fine di incrementare il numero dei commenti;
i blog mi voglio suicidare;
i blog devo dimagrire;
i blog mio marito cia’ l’amante e l’amante cia’ il blog;
i blog saro’ mamma;
i blog ve la voglio dare ad ogni costo;
i blog la vorrei ad ogni costo, ma faccio finta che no, arrivate ai
pippaioli della letteratura, e cioe’ coloro i quali scrivono dei gran bei pezzi, ma nei loro commenti trovate sempre la lettura critica, quella che ha preso il posto del dibattito al cineforum, perche’ ci si ricordi bene, non fa fino scrivere “gran bel pezzo” e motivarlo, ma per dare l’idea del commentatore competente, bisogna scavare nelle intenzioni dello scrivente e possibilmente dare anche consigli sulla durata, sulla giustezza del corpo, e anche magari, su quello che avrebbe dovuto bere lo scrivente al momento della stesura del suo pezzullo: un negrosky invece che un bloody mary, sarebbe servito a dare piu’ brio e a togliere quella punta di acido, e voi essere umano possessore di blog di serie b, che avete letto il pezzo e state per scrivere un commento, non vi resta altro dopo aver letto “grazie” “prego” “ non c'e' di che” “potevi far meglio” “col tuo aiuto, sara’ per la prossima volta”, chiudere con un click, biascicare un maffanculo tra le labbra e passare sul blog delle torte di nonna papera*.
Continua la mia caccia e mi imbatto in questo post e poi anche in questo, e mi sembrano due bei post sull’argomento.
La cosa che non capisco (che sia chiaro, non e' la sola)  e’ il perche’ lo si critichi se e’ cosi’ coinvolgente da non poterne fare a meno.
Io non voglio nemmeno sapere cosa sia, come funzioni, a cosa serva.
Non mi interessa.
Mi dispiace solo che abbia allontanato le persone dai blog, che erano comunque un punto di incontro e di discussione.
Mi rendo conto che sono lontani i tempi in cui mi divertivo a cazzeggiare su un post facendo a gara per commentare in modo ironico ed intelligente.
Oggi i post dicono sempre meno. Si tiene aggiornato il blog, cosi’, forse per non scontentare i pochi lettori che non si sono fatti un account su fb.
Stavo pensando di chiudere, ma ci ho ripensato.
Restero’ qui a scrivere per quei pochi che avranno voglia di continuare a leggermi.
Togliero’ tutti i vari contatori cosi’ non sapro’ che la maggior parte delle persone capita qui per caso cercando parole contenute nel titolo in combinazione con la parola zia, e per quella parola che uso spesso nei miei scritti: cazzo.
Continuero’ la mia caccia, dicevo, e mi parra’ di essere Vincent Price in “The Last Man on Earth”**.
Uso questo post - ripagandola con la stessa moneta - per dire due parole a una persona, che si e’ talmente abituata a sms, mail, pvt, messenger, da dimenticare che per dare una bella e importante notizia, ci sono altri mezzi oltre che i pvt.
Ecco queste sono le cose che mi feriscono profondamente.
Confondere un click con un abbraccio.

*Voi.
Io no che ho il forno che non mi funziona, e non ho il coraggio di chiamare l’assistenza, che si e’ rotta la scheda elettronica che regola l’accensione e la durata della cottura.
A me chiamare l’assistenza fa paura.
 
** che per chi non lo sapesse e’ ambientato a Roma, e del quale "Io sono leggenda" e' l'ultimo remake; poi in mezzo ci staOcchi bianchi sul pianeta terra”, in originale The Omega Man.

musica (che il duke, sono certa, apprezzera')
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 12:45
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mercoledì, 15 ottobre 2008
Non potrei dire che ci ho sempre pensato perche’ non e’ vero.
Pero’ come per le prime volte che mi portavo il cellulare quando andavo al mare - la’, dove nessuno mi avrebbe rintracciato - ed ero contenta che mi avrebbero potuto rintracciare alcuni amici, cosi’ quando ti si accende la lucetta verde, e’ come se fossi seduto sugli scalini della chiesa del paese, o sul muretto davanti al bar del quartiere: adesso arriva qualcuno e facciamo due chiacchiere.
Sono assolutamente in grado di vivere il mio tempo libero da sola, anzi, se devo dire, quasi lo preferisco: non devo dare appuntamenti ai quali devo arrivare in orario, posso decidere sino all’ultimo minuto se andare al cinema - e cosa andare a vedere -, fermarmi al mare sino al tramonto, o passare in libreria, tornare a casa a metter su una lavatrice, o passare a farmi a fare una piega.
A partire dalla meta’ degli anni ’80, d’estate nel centro di Genova si svolgevano manifestazioni per tutti i gusti: dalle piu’ stupide alle piu’ colte. Bastava scendere in centro, qualcosa da fare si trovava, qualcuno di interessante si incontrava.
La lucetta verde accesa ti riempie di aspettative.
C’e’ una moria di lucette verdi. C’e’ che non sara’ piu’ di moda essere qui su questa piattaforma. C’e’ chi trasloca, c’e’ chi preferisce tutte quelle cose che io ancora non ho capito cosa minchia siano (e lasciatemi nel mio limbo, grazie): quella che pensavo richiamasse a un cartone, e quell’altra che mi pare un vento. Una pioggia di chat e messenger, hanno preso il posto di pagine scritte.
Io sostengo che uno degli aspetti positivi del blog sia proprio la possibilita’ di fare conoscenze (attraverso le pagine scritte), ma queste fasi migratorie non mi convincono, eppure ci puoi scommettere che tutti saranno pronti a giurare che
scrivere e’ la cosa che piu’ amo: pagine e pagine scritte negli anni, sino dalla piu’ tenera eta’scrivere e' la mia ragione di vita...
Mavaffanculova’.

Vogliate gradire un momento di musica leggera
 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:11
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martedì, 07 ottobre 2008
Ma cosa minchia ha nella testa una persona che lascia nei commenti, o in un messaggio privato, questo testo:

Complimenti per il tuo blog… perche’ non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?
Te ne saro’ grato/a
Grazie
 
Lettera aperta all’autore/trice di “ti linko, mi linki?”:

Gioia della mamma,
capisco che il significato di essere amici in rete e’ piu’ vicino alla trasmissione della defilippi che non al senso della parola stessa, e quindi amici o semplici conoscenti per te e’ lo stesso;
capisco che sei frustrato/a perche’ non ti viene a leggere nessuno, anche a me un po’ rode ma non per questo vado a rompere le palle agli altri bloggers;
capisco che arrivare sul blog e vedere che non ti ha linkato nessuno puo’ far venire l’orticaria, ma sappi che potrebbe anche linkarti chi non ti interessa;
capisco che quando leggi certi blog pieni di bacio notte, baciogiorno diventi giallo/a dall’invidia ma credi molto meglio cosi’, che poi ti riempiono il blog di glitter e cuori;
io capisco tutto pero’…
perche’ non sei almeno sincero/a?

Tu del blog mio non ne hai letto neppure una pagina che altrimenti non mi chiederesti sto scambio da figu.
E allora piuttosto dimmi:
“sono uno sfigato/a di merda, non mi caga nessuno, e visto che a te ti leggono in 15, se tu mi linki magari qualcuno dei tuoi 15 viene a leggere pure me”
oppure
“sono solo come un cane con la rogna. Vuoi essere mio amico” che fa tanto libro Cuore e magari mi tocchi il muscolo e mi commuovo, e invece di mandarti a fanculo, mi limito ad ignorarti.
Ma non mi dire “bello il tuo blog” che divento verde come Hulk.
Detto questo, sappi che non linko nessuno che non mi piaccia leggere e in genere inserisco tra gli amici, persone con le quali ho gia’stabilito un contatto (commenti, privati, mail e pensa te, persino telefonate, se non addirittura conoscenza fisica, non biblica).
Ultimamente a qualche richiesta di amici ho risposto cliccando senza pensarci troppo su, che altrimenti sembra che faccia la fica, ma sinceramente vedere l’elenco amici di qualcuno arrivare a 500 persone, mi fa pensare che il qualcuno abbia mandato inviti a tappeto senza pensare, e allora cerco di selezionare (visto che quel tipo di comportamento che mi irrita, mi indispone ulteriormente se a tenerlo sono io). Ogni tanto cancello pure i link (se privatizzano il blog, se sono fermi nella scrittura), e siccome sono donna - e in quanto donna - di umore mutanghero, del mio blog faccio quello che voglio.
Ti aggiungo pure che io ho dei link che portano a blog miei che nessuno ha nemmeno mai aperto, quindi trai le tue conclusioni, ma soprattutto non mi frantumare piu' i cabasisi.
Con immenso, immensissimo, inconmensurabile affetto.

Vogliate gradire un momento di musica leggera.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:54
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lunedì, 06 ottobre 2008
Giorni fa girando sui blog mi sono imbattuta in uno che raccontava che nonsolomamma ha scritto un libro. Io nonsolomamma lo leggo, non tutti i giorni, ma lo leggo, che secondo me lei e’ proprio spiritosa. Non lo commento, che non ho da condividere cacche e asili, e mi sento fuori da quel mondo li',  ma lo leggo.
Per farla breve ieri riesco a vedere una sua partecipazione a Cominciamo bene, della quale si parlava sul blog.
Ed e’ il delirio.
Questa povera fanciulla, che oltre ad essere spiritosa e’ anche molto graziosa e con un bel sorriso, si e’ ritrovata in studio con delle iene.
No, non con le iene quelle vestite di nero che fanno il verso a tarantino, con delle iene vere.
Le tre sedute accanto a lei parevano le protagoniste di un film che stava a meta’ tra Sunset Boulevard e Freaks.
Invitata lei, povera, chissa’ a far cosa.
Io pensavo fosse un’ospitata che le aveva imposta e preparata la casa editrice, in realta’ e’ andata cosi’: la fanno parlare del blog, pochissimo. Lei riesce nonostante la sua semplicita’ e timidezza ad esprimere due concetti. La bionda, con il modo di parlare da sciura, vestita al mattino alle 11 da ballerina del bagaglino, comincia a dire stronzate tipo “povere mamme che si devono parlare dai blog” e io penso certo se non lavorasse potrebbe passare ore a intrattenersi con le altre mamme dopo aver accompagnato i bambini a scuola, e poi prendersi un caffe’ e poi farsi anche dare due colpi dall’idraulico, ma la povera nonsolomamma lavora e ce l’ha nel culo.
“Che idiota” dico, ed f. “ma quella non e’ la exdicalderoli?” io mi giro stupefatta “e che ne so chi e’ questa?, una invasata, penso” e invece no era lei (che lo dicono nei commenti del post). Poi c’era una del grande fratello alla quale chiedevano se era giusto esibire in tv la propria vita, e lei rispondeva che lei e’ intima, infatti al grande fratello lei ci e' andata perche' aveva fatto un fioretto, mica per esibizionismo. Poi c’era la nostra signora dei giornali da parrucchiere, che non puo’ piu’ muovere la testa, che le cade la faccia e anche lei ha detto che le cose personali non si dicono, soprattutto le parolacce nei reality che non sta bene. Mi chiedo se si renda conto di quanto sia volgare parlare dei cazzi degli altri o appropriarsi dei cazzi degli altri e darli in pasto al mondo. Ma mi chiedo anche, che me lo chiedo a fare.
Poi c’era l’esperto, il prof. vattelapesca che dispensava perle.
Ah, proprio messa bene la nostra spaesata rappresentante dei blogger-gente comune.
E poi come se non bastasse qualche cretina anonima nei commenti glielo ha menato firmandosi mamma che lavora.
Io un consiglio alla nonsolomamma ce lo voglio dare:
“non ci vada in tv, anche se e’ una marchetta che le impongono per il libro. Si faccia intervistare da qualche altra trasmissione radio, tipo Fahrenheit, che li’ sono seri e se dicono che parlano di libri, di quello parlano. Lei , mia cara, si vede che e’ una bella persona. Non si faccia piu’ fregare. Noi, se vuole l’aiutiamo, col passaparola, con quello che vuole, ma lasci perdere i mostri, che certe trasmissioni secondo me sono deleterie”.

Poi volevo anche dire che ho visto Chetempochefa e che il titolo piu’ giusto per queste due prime puntate era Chepenachefa. Albanese ha presentato un personaggio grevissimo. La Littizzetto l’ho vista poco, Spike Lee mi sta sul culo, ma devo dire una cosa che ho persino paura a dire.
Ho trovato bravissimo Panariello.
Sia ben chiaro: io lo odio. E proprio non riesco a vedermelo davanti, lui e i suoi personaggi che tutti ricordano, ma lui e’ un raro esempio di come essere se stessi. In genere, quando vengono intervistati i comici, fanno pena, Benigni compreso. E invece lui e’ meglio dei i suoi autori testi. E poi i proventi del libro sono per gli animali. E a me mi piace.
Cosi’… volevo dirlo.

Poi ieri sera mentre f. dava la pappa a Tomasina, in tv c’era la trasmissione dei pacchi e io potrei anche vederla per ore ma a raccontarvi che ho capito cosa minchia succede, direi bugie. E grosse anche. Un gran bel traino per il tg 1 non c’e’ che dire.
A rileggere il pezzo mi viene alla mente un personaggio tv che compariva nelle trasmissioni del sabato e della domenica mattina.
Si’, quelle mattine che appena alzate, piove, e voi dovete scegliere tra:

- mettervi a fare quello che non avete fatto in settimana, nel fine settimana precedente e in tutti gli altri;

- accendervi una sigaretta e aspettare che vi arrivi la voglia di fare qualcosa, qualsiasi cosa, anche la cacca va bene, basta uscire dal coma;

- sperare che vi venga la forza di vestirvi e uscire, prima che la voglia  di tagliarvi le vene abbia il sopravvento,

e distrattamente date una ditata al telecomando e restate li’ sedute un po’ storte sulla punta della sedia, con lo sguardo ebete, i denti ancora da lavare, stregate da tanta idiozia.
Ecco la critica televisiva che e’ sempre vestita di rosso, alta 1 e venti, gli occhiali spessi un dito e che parla romano de borgata.
Quella che pare Tootsie, ma piu’ grassa e piu’ bassa.
Quella li’ che non ci azzecca un cazzo e fa la critica delle fiction tv.
Pero’ io ci vedo un po’ meglio e quella vociaccia di merda non ce l’ho.

Ma la cosa che piu’ mi sconvolge e’:
come faceva a sapere f. che quella era laexdicalderoli?
Non e’ che quando mi dice che si vede il GP e il Moto GP in realta’ si attacca a Domenica In?

Vogliate gradire un momento di musica leggera.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:18
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giovedì, 11 settembre 2008



grazie djuna!

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:16
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mercoledì, 10 settembre 2008

No, ma dico, che sto gnomo di buco nero cominci proprio dai blog degli amici non mi sembra bello, ecco.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 10:30
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lunedì, 08 settembre 2008
Questo blog vive da quasi tre anni. E’ un blog come tanti, pieno di stronzate come tanti altri, ma un paio di cose carine, secondo me nel tempo ci sono pure state. Tipo fotografare per un anno un ippocastano senza neppure sapere che lo avevano gia’ fatto in un film. L’altro blog quello delle foto, qualche foto curiosa anche lui l’ha ospitata. E invece per cosa vengo segnalata sulla pagina di splinder? Per 4 scatti di merda fatti col cellulare da Arturo Fante (che tra l’altro ho anche fanculizzato per non essersi portato la macchina fotografica ma di aver scattato col cellulare).
mavaffanculova.
 
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:26
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lunedì, 01 settembre 2008
f.: qui non si puo' andare avanti: ci vuole un gatto.
Zc: ma se solo ieri hai detto che non dovevo chiedere, che lo dovevamo trovare, incontrare, insomma che doveva venirci incontro da solo…
f.: si’. Ma che si sbrighi.
27.08.08

iS: e ricordate… la vita di un uomo…
coro: si misura dai tramonti che ha visto!
29.08.08

zc: aspetta che ne scatto ancora una per la mia categoria tramonti e sospiri.
A.: si’ ecco... tu tramonti io... sospiro...
31.08.08

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 10:45
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lunedì, 18 agosto 2008
La mia totale ignoranza nei confronti di Orazio la devo alla totale assenza di studi classici, al mio odio per i poeti e all'allergia verso i filosofi.
Ricordo la prima volta che lessi un foglio con qualcosa sul carpe diem. Era appeso dietro la scrivania di quella gran ficasecca della capa del personale. Non esistevano ancora le mails, e le frasi celebri si promulgavano a botte di fotocopie. Cominciarono a girare parecchie copie di quello scritto, forse per compiacere la signora.
Poi venne L’attimo fuggente che, sara’ pure un film di buoni sentimenti e fara’ crescere la commozione in proporzione a quanti ragazzi salgono sui banchi, ma diciamolo senza paura, e’ una puttanata cinematografica, da consensi e lacrime, di portata megagalattica.
E poi vennero le mails, le catene, i meme (che poi ne parliamo un’altra volta, che anche questa e’ una stortura) e dal carpe diem non ci ha salvato nemmeno il padreterno.
Ho trovato diverse versioni in italiano questa mi pare abbastanza fedele:

Tu non chiedere mai, che
non è dato, o Leucònoe, di sapere quale a me,
quale a te sia stato imposto dagli dei:
rinuncia ai calcoli delle tavole babilonesi.
Meglio, quel che verrà, prender così com'è.
Se molti inverni Giove ci darà: o sia l'ultimo,
al contrario, questo che spumeggiante flagella il Tirreno
contro le scogliere a infrangersi:
metti saggezza, mentre mesci vino, le tue speranze
regola giorno per giorno. Mentre
parliamo, l'ora è già scorsa
rapida. Afferra l'oggi, e non illuderti del domani.

Che secondo me vuol dire,
vivi ogni giorno come fosse l’ultimo, godi di ogni piccola cosa che la vita ti regala, e non chiedere di sapere quel che ti serba il domani, che non ti e’ dato.
Ed ecco che in questo modo che abbiamo di cambiare a uso e consumo ogni cosa che abbiamo imparato diventa:
Vai buttati, prendi oggi quel che puoi che chissa’ se domani lo potrai. Fregatene delle conseguenze, che domani potrebbe essere tardi.
Eccoci qui.
In questo mondo da fast food, qualcuno ci consiglia di consumare la nostra vita come un pasto veloce. Non importa di quel che ingeriamo.
Importa trangugiare e divorare, possibilmente gusti forti, sapori contraffatti.
E non curiamoci se stanotte la passeremo a cagare il veleno ingerito, né del domani, e dell’accumulo di scorie che abbiamo mandato giu’ a stratificarsi nel nostro stomaco, che ce lo faranno marcire. L’importante e’ la nota forte oggi, il mordere e fuggire. E il non aver sprecato tempo a cucinare, che in quella mezz’ora li’, proprio quella li’, scusate, stavamo cogliendo l’attimo.
E cosi’: “la vita e’ la mia e dura un attimo, ho anche impegni verso me stessa”, perche’ si deve provare la passione, sensazioni forti, emozioni, e a quelle tre frasette - trite e ritrite - sotto forma di sms sul cellulare, non si rinuncia (ricordano tanto lisa lisetta quando ti vedo la mia fronte scotta ne "Il turco napoletano", ma si sa: quando si coglie l’attimo non c’e’ tempo per ragionare.
 
Povero Orazio.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:28
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lunedì, 23 giugno 2008
Si’,
un grazie
a tutti quelli che hanno un album fotografico,
a tutti quelli che mi raccontano un po’ di loro attraverso le immagini,
a tutti quelli che girano il mondo e che me lo fanno vedere, cosi’, come lo hanno visto loro,
a quelli che ci mettono il cuore e a quelli che si limitano a registrare.

(ringrazio un po’ meno quelli che si sentono sempre e comunque artisti e quelli questa/o sono io!  anche se stanno solo facendo la cacca)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:57
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