venerdì, 28 marzo 2008
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 18:07
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venerdì, 28 marzo 2008
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:29
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venerdì, 28 marzo 2008
Ieri sera, tornata a casa, mi sono presa la briga di leggere cosa si dicesse in rete di quella trovata “della risposta democratica a menomalechesilvioc’e’”.
Ho trovato, come riportato nei commenti al post di ieri, un articolo sul corriere della sera, nel quale appunto si diceva nientepopodimeno che i Village People non avessero accordato il permesso per usare la loro canzone a scopo elettorale. Sempre in rete ho letto anche che la Siae aveva fatto ritirare il video. Ma stranamente se ieri sera si cliccava sul video presente in you tube, usciva una scritta che diceva qualcosa tipo “e’ un video privato, per vederlo si deve essere amici” (che mi auguro volesse dire essere loggati e non altro).
Facendo un giro in rete, altri blog riportavano il video e se si cliccava, usciva la scritta “video not available”.
Nell’articolo del corriere se si clicca qui c’e’ ancora.
Stamattina su you tube se si clicca qui si vede
Non so cosa pensare. Forse verra’ nuovamente oscurato, ed e’ solo qualcuno che e’ riuscito a rimetterlo.
In rete ho letto un po’ di pareri sul video, e la maggioranza negativi, anche che sono stati accusati di usare un inno gay e quindi qualcuno leggeva nel fatto gia’ oscuri movimenti di aperture. Una bella sequela di minchiate insomma.
I ragazzi che hanno realizzato il video, con soli 70 euro, erano costernati - poverini - e a nessuno e' venuto in mente che usando una canzone, a qualcuno si debbano chiedere i diritti. Ma pensa te!
Questo la dice lunga su come funzioni il diritto d'autore (e poi la menano su chi scarica dalla rete, loro stessi che emettono leggi), perche' qualcuno l'avra' pure autorizzato il video visto che stava sul sito dei pd.
Io vorrei dire come la penso e perche’ ne ho parlato e poi la smetto:
mi ha fatto rabbrividire, perche' l’ho trovato di cattivo gusto e non per il pezzo (che mi piace e che quando faccio la cretina lo ballo assieme a tutti gli altri cretini che lo fanno assieme a me) e per  il fatto che per dare una risposta a menomalechesilvioc’e’ si debba scendere allo stesso livello.
Ho sempre pensato che le campagne elettorali fossero basate sui programmi, e sui comizi.
Non ho mai pensato che il fatto di vedere un politico piu’ tempo che un altro riuscisse a farmi cambiare idea.
Ma viviamo in questo strano mondo e chissa’, forse loro lo pensano - anzi mi sa proprio che ne siano convinti - ma per la loro dignita’, mi piacerebbe pensare, che l’hanno tolto, perche si sono accorti di essere ridicoli, e non per una questione di diritti.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:30
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giovedì, 27 marzo 2008
Adesso a me un po’ dispiace fare diventare ogni giorno questo blog “caro diario”, ma mi si provoca.
f. si e’ rotto i coglioni e si mette in modalita’ “ci sono, ma non ti sento” e a me non resta che il blog.
E poi a voi va meglio, che se non mi volete leggere, tirate avanti.
Stamattina, mi alzo girata, non come ieri, molto molto di piu’, avvilita piu’ di un criceto, - al quale, i padroni, in ordine, abbiano ridotto la gabbia di dimensioni, tolta la ruota, e si siano regalati per pasqua una coppia di gatti siamesi cuccioli - e  arrivo in cucina sgarruffata come tutte le mattine mentre in tv stanno trasmettendo i messaggi autogestiti. Una tipa della sinistra qualchecosa, bertinotti sull’autobus, e poi due gelatai dietro il banco  porgono un gelato a una cliente e partono queste parole “ ci hanno provato scrittori e comici un gioco perverso di chi ha gia’ perso, presidente questo e’ per te, menomalechesilvioc’e’”, sulle note vagamente di certe notti del liga, scene di persone in palestra, per la strada, madri con bambini, bancari e tutti insieme davanti all’eur, in un coro festoso.
Guardando bene i primi piani, pareva di vedere la nazionale a cantare l’inno: nessuno la sapeva.
Ho pensato che forse non mi ero ancora svegliata, che stavo continuando l’incubo notturno, quello che mi ha fatto alzare con la carogna, ho detto a f. che si stava lavando i denti, se aveva sentito, no, fa cenno con la testa e con la bocca insaponata, che ha lo spruzzino elettrico acceso, allora alzo il volume e gliela faccio sentire tutta, che ancora non ci volevo credere.
Poi cerco in internet e trovo questo:
“un pacchetto composto daT-Shirt e CD musicale contenente il brano “A Silvio - Menomale che Silvio C’è”. Il pacchetto è acquistabile attraverso questo portale alla cifra di 15,00 € cad. più spese di spedizione”
E poi, secondo voi io non devo incazzarmi, non essere depressa, avvilita, e non cercare un albero per impiccarmi prima del 14 aprile?

oppure, mi metto su questa a tutto volume



Aggiornamento delle 12.13.
Siccome poi al peggio non c'e' fine (e io a questo punto l'albero per impiccarmi se non ce l'ho lo compro) cliccate qui.
(pensavo fosse uno scherzo e invece lo trovate sul sito pd milano).

E uno di questi sara' il partito che ci governera'.
Eccoli a giocarsi la campagna elettorale, uno sulle note di un motivo, che neppure piu' i miei amici gay vogliono sentire, l'altro facendo l'occhiolino a un cantautore che riempie gli stadi.

IO MI VERGOGNO per loro, ma il problema e' che LORO non si vergognano per me.
Ecco, questo e' quello che ci aspetta.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:24
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mercoledì, 26 marzo 2008
Sono molto avvilita.
Depressa no, che la trovo una brutta parola, che poi me le tiro le rogne.
Ma avvilita si’.
Mi spiace, soprattutto per me.
Non riesco a guardarmi intorno nella modalita’ “da fuori” che in genere mi permette di continuare ad osservare, appuntare, sorridere.
Sono avvilita.
E questo stato non mi permette di scrivere storie extraordinarie, cantare a squarciagola, e ridere degli stronzi.
E’ come se avessi una cappa di eternit, li’ sopra, al posto della spada di damocle.
Che la spada prima o poi cade, la cappa a massacrarti ci mette secoli.
Che poi ci sono le elezioni.
Che poi a volte capiti su certe pagine che vorresti tagliarti le vene.
Che mica per altro, ma poi quelli li', vanno a votare.
E hai un bel dire fatti i cazzi tuoi, lasciali sbattere.
E no. Quelli li', poi, lo ripeto, vanno a votare.
E tu lo devi sapere chi cazzo gira per il mondo.
Ce ne stanno alcuni, che non sono in grado di intendere e di volere.
E hai un bel dire, ignorali.
Posso dirti che preferisco conoscere le persone, sapere cosa pensano, come si muovono, cosa dicono.
E' istruttivo.
Un po' come guardare almeno una volta nella vita un pezzetto di Amici o Uomini e donne, quella spazzatura li' insomma.
O le riviste di gossip.
Devi sapere cosa ti potrebbe' cadere addosso.
Che poi sabato non c’era neppure il mio amico Cetto La Qualunque a tirarmi su il morale.
Lui si’ che mi capisce.



immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:20
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mercoledì, 26 marzo 2008

una leggera scossa di terremoto.
pochi secondi.
adesso.
sensazione sgradevolissima.
non posso immaginare cosa hanno provato i friulani nel maggio del 1976.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 10:24
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martedì, 25 marzo 2008

Non sapevo di avere cosi’ tanti amici cattolici. Quest’anno e’ stato un tripudio di sms di buona pasqua.
Ma vi siete bevuti il cervello?
Non mi cagate tutto l’anno e mi mandate il messaggio di buona pasqua?
A me, che non me ne frega una cippa di cazzo?
Parliamo di laicita’? e allora, vogliano piantarla di augurarci buona pasqua?
Che se poi ci credi, perche’ mai dovrebbe essere brutta?
E allora smettila di rompermi i marroni e se proprio devi, augurami una buona giornata, che preferisco.
Pasqua e’ solo un periodo dell’anno deve ci stanno una domenica e un lunedi’ di festa dal lavoro.
E se aboliamo le feste religiose dal calendario a me non mi muove un pelo, basta che non mi togliete il 25 aprile e il primo maggio.
Nemmeno un’occasione per ingurgitare cioccolato che oramai lo faccio tutto l’anno, e le uova in genere sono molto piu’ cattive e costose di una qualsiasi tavoletta di cioccolato.
Come tutte le domeniche salto il pranzo.
Come tutte le domeniche se e’ bello esco, se e’ brutto sto a casa a ingozzarmi di film, come tutte le domeniche se e’ medio bestemmio.
Vogliamo parlare del lunedi’ dell’angelo?
Come tutte le altre festivita’ infrasettimanali non mi muovo con l’auto per non restare invischiata, per esempio come e’ successo ieri in una qualche parte della penisola, in 95 chilometri di coda.
E quindi, sabato sera con i nostri amici cenona come tutti i venerdi’. O meglio prima era il sabato, poi siamo passati al venerdi’ adesso siamo tornati al sabato. Il padrone di casa lamenta che se la facciamo al sabato poi lui dorme sino alle due per riprendersi e non combina piu’ un cazzo. Io sostengo che se la facciamo al venerdi’, lui al sabato si alza comunque a mezzogiorno (che la prende sempre un po’ bassa), io mi alzo alle 8 piu’ morta che viva, essendo andata a letto alle 6, e non combino un cazzo lo stesso. Compromesso: la facciamo al sabato ma andiamo a letto alle 4. Risotto al nero di seppie, insalata di polpo con patate (finita un po’ tragicamente, essendo stata condita per errore con olio al peperoncino che non ci azzecca un cazzo: io mi sono salvata, che non lo mangio), frittelle di bianchetti, torta dolce al formaggio, vino a fiumi.
Domenica, piu’ morti che vivi.
Ed eccoci a ieri.
f. ed io abbiamo preso un bel (bello si fa per dire) treno, e cioe’ il regionale della linea di Acqui, che passa dall’Acquasanta (dove c'e un santuario, il museo della carta e adesso pure le terme che hanno riaperto dopo tanti anni di chiusura)  e che ad f. piace tantissimo per questo ponte alto 53 metri

 

e poi, dal treno si vede il retro del santuario



che e’ un complesso abbastanza grande - una chiesona - la chiamiamo noi, e secondo me questa vista e’ piu’ bella che il davanti. Piu’ fiabesca. E poi quando il tempo e’ luvego a me piace pure di piu’ che e’ il clima suo: le lastre d’ardesia del tetto - rese lucide dall’umido delle piante e dalla salsedine che arriva sino a li’ - hanno un loro perche’. Ma ieri c’era un cielo blu blu e tanto sole.
Siamo andati ad Ovada, dove oramai andiamo ogni volta che si tiene il mercatino dell’antiquariato e del ciarpame vario. Una bella fierona che si svolge per tutto il centro storico della cittadina. Andiamo a salutare i nostri amici di Torino, R. ed E. che vendono mobili e oggetti indiani e ci compriamo qualche cosa.
Ieri e’ stato il turno di  un quadretto: dei bambini del primo 900 che giocano sulla rena davanti agli sguardi delle madri che mentre parlano, sedute sulle sedie, non li perdono di vista.
E poi abbiamo comprato della focaccia, che la faccia ce l’aveva bella. f. ha detto che era mal salata, ma lui e’ un rompicoglioni.
A Ovada, una volta, preparavano una meravigliosa farinata.



Quando da bambina passavo le mie vacanze a Belforte Monferrato, si usava acquistarla sulla piazza della corriera, prima di tornare a casa.
Ieri, pensavo all’odore del pane, ma anche al rumore che faceva, quando lo si spezzava.



Oggi, poche volte quando passo da un panificio mi capita di sentire quell’odore di pane appena sfornato. E quando mi succede e tentata lo compro, provo a spezzarlo subito, per strada ma, non fa piu’ nessun rumore.
Scrocchiava forte una volta, e se lo mangiavi di nascosto, prima di pranzare, non mangiare pane che poi non mangi piu’ , la mamma se ne accorgeva e si girava, e le briciole volavano ovunque, e le raccoglievi avidamente e le mettevi in bocca, perche’ non volevi perdere nulla di quella bonta’.
E ieri, mentre ne parlavamo mi e’ salita una tristezza a pensare che:
- neppure piu’ il pane, che e’ una delle cose semplici e indispensabili della nostra cucina e tradizione, riescano a far bene;
- che quando lo spezzi pare di cermit;
- che la mollica in genere e' pesante, bagnata, mal lievitata e mal cotta,
e che se non la togli ti si piazza sullo stomaco peggio che il peperone crudo con la buccia o l’impepata di cozze.

Le immagine sono prese dal web, che ieri siamo andati senza macchine fotografiche, leggeri come piume.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:06
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venerdì, 21 marzo 2008


C’era un tempo in cui per pasqua ci si rivestiva di nuovo.
Non sarebbe esistito quel giorno senza un vestito dai colori pastello da sfoggiare, i calzettoni bianchi di cotone traforati, i mocassini blu, un cappello.
Una volta, dopo liti furiose con la mamma (mi vedo ancora seduta nel camerino di quel negozio in via Monticelli) la sfangai e uscii dal negozio con un berretto da fantino blu.
Non c’entrava un cazzo con quel vestito, ma a me piaceva. Il berretto. E poi mi stava bene, mentre il tailleur era color acqua marina, di un tessuto importante, lavorato. Serissimo.
Mi stava malissimo e lo odiavo.
E secondo me lo indossavo quando ho scattato questa foto.
Tu e la tua 750 fumo di londra.
Sullo sfondo, il biscione.
Buon compleanno, a quel che resta del tuo corpo.
Buon compleanno, a te, che sei e sarai sempre qui.
Con me e dentro di me.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 09:56
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giovedì, 20 marzo 2008


Ma perche’ poi  a  pasqua a me viene sempre in mente questo?

Lato uno
 
Overture – 5:26
Heaven on Their Minds – 4:22
What's the Buzz? – 2:30
Strange Things Mystifying – 1:50
Then We Are Decided – 2:32
Everything's Alright – 3:36
This Jesus Must Die – 3:45
Lato due
 
Hosanna – 2:32
Simon Zealotes – 4:28
Poor Jerusalem – 1:36
Pilate's Dream – 1:45
The Temple – 5:26
I Don't Know How to Love Him – 3:55
Damned for All Time / Blood Money – 4:37
Lato tre
 
The Last Supper – 7:12
Gethsemane (I Only Want to Say) – 5:39
The Arrest – 3:15
Peter's Denial – 1:26
Pilate & Christ – 2:57
King Herod Song – 3:13
Lato quattro
 
Could We Start Again, Please? – 2:44
Judas Death – 4:38
Trial Before Pilate – 6:47
Superstar – 3:56
Crucifixion – 2:40
John Nineteen: Forty-One – 2:20

E, come una stronza, quasi tutto a memoria lo sapevo!

(e quanto mi piacevano quei due li' sopra!)
cliccare sulla foto per massacrarsi le palle.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:14
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mercoledì, 19 marzo 2008
... quando passarono accanto al nocciolo, le due colombelle bianche gridarono:

– Volgiti, volgiti, guarda: 
non c’è sangue nella scarpa, 
che non è troppo piccina. 
Porti a casa la vera sposina.

E poi scesero a volo, si posarono sulle spalle di Cenerentola, e lì rimasero, l’una a destra, l’altra a sinistra.
Quando stavano per esser celebrate le nozze, arrivarono le sorellastre, che volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. E mentre gli sposi andavano in chiesa, la maggiore era a destra, la minore a sinistra di Cenerentola; e le colombe cavarono un occhio a ciascuna. Poi, all’uscita, la maggiore era a sinistra, la minore a destra; e le colombe cavarono a ciascuna l’altro occhio. Così furono punite con la cecità di tutta la vita, perché erano state false e malvagie.

Cenerentola,  J. e W. Grimm

(che poi vorrebbe dire, non mi spaccate la minchia con buona pasqua)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:01
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