di riflessioni, rimpianti e interrogativi: pensieri in liberta’(con un po’ di amaro in bocca) senza neppure pensarci tanto sopra.
Genova non dimentica, ma rincoglionisce.
La mattina del 25 aprile a Genova si svolge la commemorazione ufficiale. Corteo con le istituzioni, deposizione delle corone alle vittime al Ponte Monumentale. Non sono mai andata. Ecuba va sempre. Io lo vedo nei servizi del tg: un corteo mesto, ufficiale, il sindaco in prima fila ecc. ecc. ecc.
Nelle delegazioni, deposizione delle corone omaggio alle lapidi, qualche sezione dell’Anpi - anni fa, adesso non so - organizzava qualche manifestazione nei giardini, come ad esempio la premiazione dei componimenti con tema la resistenza, ma queste sono cose dei miei tempi. Forse, in campagna, vive ancora la memoria. Quella memoria forte dei vecchi, di chi ci e’ passato, di chi ha combattuto per conquistarla questa liberta’. La liberta’ di essere qui, oggi a poter dire la nostra, qualunque sia. Persino troppo in certi casi ho l’impressione. Ieri mattina Cofferati e’ stato contestato, pare con calma, ma contestato. Non mi meraviglia. A fare il sindacalista aveva i coglioni, come e’ diventato sindaco di Bologna si e’ uniformato.
Da anni mi domando perche’ oltre alle manifestazioni ufficiali, in piazza, la “Piazza”, non si organizzi una bella festa. Una festa con musica e canti. L’ufficialita’ a ricordare le vittime, la festa a ricordare la gioia di quel giorno.
Quest’anno Genova ha deciso di festeggiare in piazza con musica e canti. “Finalmente – mi sono detta- che meraviglia!” Anche perche’ penso sempre, quando sono a una manifestazione, a quello che per me e’ il momento piu’ bello dopo quello del corteo: l’attimo dopo i discorsi dal palco, quello dove ti guardi con le persone che hai vicino, e la musica suona, e vorresti restare li’, a prolungare quella sensazione di “star bene” e vorresti continuare ad occupare quello spazio che da sempre e’ il simbolo della voce del popolo.
Martedi', in quella piazza ci sono stati canti e balli. In tre momenti ho tastato il polso della piazza: ballo liscio, il nulla in musica, cover di disco music anni 80.
E i canti della resistenza? E le canzoni di lotta? E la gente sotto il palco che cantava?
Puo’ darsi che ci sia pure stato un momento che le hanno suonate, e vorrei tanto che qualcuno me lo confermasse. Ma io ho paura di no.
Non c’e’ un cazzo da fare, Genova non dimentica, ma rincoglionisce.