giovedì, 30 novembre 2006


La leggenda dell'uva passa, dei moscerini e dell’anima delli mortacci tuoi.

La mela sul tavolo e’ morta o comunque tanto bene non sta. E’ li’ da tempo immemorabile. Da gialla e’ passata a un colore indefinito, se non per l’evidente tacca marrone marcio in bella vista. L’uva (raccolta in campagna piu’ di due mesi fa) e’ svenuta nel piatto sopra la lavatrice e sta cercando di passare.
“Perche’ non la buttiamo via?” chiede lei nel suo candore, conoscendo gia’ la risposta, come per i resti di vino che diventeranno “ottimo” aceto e per i tappi di sughero con i quali si potrebbero costruire dei divani, e in caso di diluvio universale una zattera.
“L’uva, non la vedi, ancora qualche giorno e la metto nelle frittelle di mele”
“…ah gia’ l’uva passa…” dice lei oramai alla resa.
Se non fosse per quei moscerini che continuano a girare per la cucina.
“…fastidiosi questi moscerini..” si lamenta lei cercando di farne fuori qualcuno, ma inutilmente, che se c’e’ un insetto furbo e diabolico e’ proprio il moscerino.
“Che fastidio ti danno? Gia’ ti sta sul culo il ragno e hai voluto farlo sloggiare. Se lo lasciavi se li mangiava, adesso ti arrangi”.
“eh, si’ e’ vero, perche non li alleviamo?”
“no allevarli no, ma a me non disturbano, vivono pochi giorni, son qui al caldo, poveri!”
Lei alza gli occhi al cielo e quando li riabbassa ne vede uno sul limone e uno sulla bottiglia di vino.
“... ma guarda, buono il limone eh? fa lui con tenerezza
“Hanno la mela e l’uva, non potrebbero starsene li’?
“Il vino piace ai moscerini, e poi diversificano. che male c'e'?”
Lei rialza gli occhi al cielo e in silenzio continua ad invocare Giobbe.
Il dialogo si ripete per alcune sere: la minaccia di morte incombe sui moscerini da parte di lei, che li attira nel bagno e cerca di ucciderli di nascosto) la difesa da parte di lui si fa sempre piu’ serrata sino a che ieri sera lui con voce di tregenda:
“hai visto non ci sono piu’ moscerini".
“hai buttato via la mela?”
“ No, no… stamattina sai, c’erano almeno 5 o 6 moscerini morti suicidi…”
“…nel vino!”
“No, nell’olio dei pomodori rimasto nel piatto sul tavolo”
A lei (se ne accorge) sta per disegnarsi sul viso un sorriso soddisfatto, ma finta come la cartapesta, si riprende e dice con voce addolorata “…oh, no poveri..”
“capisco il vino, ma una morte cosi’ nell’olio dei pomodori…” continua lui con l'aria di chi non riesce a darsi pace per una morte stupida o prematura.
“… ehhh si', un vero peccato!” gli da corda lei.
“sai, la sorella di mia nonna, quella matta, quella che abitava sotto terra, diceva che erano le anime dei morti e che le parlavano…”
“Ahh…le parlavano eh?”
Poco dopo lei
“uh, guarda un moscerino, due, tre moscerini, saranno almeno quattro, hai visto un bel po’ di moscerini nuovi, contento?”
“no, sono solo due, son sempre gli stessi”
“no, no guarda bene uno sulla mela... uno sull’uva... uno su...”
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:11
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mercoledì, 29 novembre 2006

sai che cosa penso
che se non ha un senso
domani arriverà...
domani arriverà lo stesso
senti che bel vento
non basta mai il tempo
domani un altro giorno arriverà...


"Un senso", V. Rossi

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 16:07
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martedì, 28 novembre 2006



... mi spiace l'ho saputo solo ieri sera. La saluto signor Luciano, lei era grande assai.

http://www.lucianobottaro.it/

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lunedì, 27 novembre 2006
E capita di ricordare e di raccontare. E di scrivere. E capita che i tuoi ricordi non siano piu' solo i tuoi. E capita di sentire che quello che hai vissuto, e' stato vissuto in due. E capita che non siano solo i 30 lunghi anni trascorsi a farti ricordare con affetto gli avvenimenti, le parole, le emozioni. E capita di sentire che li hai vissuti per davvero i piccoli gesti, il batticuore, il freddo. E capita di capire dopo tutti questi anni che li hai sempre condivisi. E adesso hai la certezza, anche se lo hai sempre saputo, che due cuori che battono, se pur piccoli, non dimenticano mai di aver battuto.
grazie b.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:11
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lunedì, 27 novembre 2006


Da L’Eco del Mattino. Ultima ora.
LA SIGNORA TALPA HA FINALMENTE PRENOTATO L’USCITA.
La notizia volo’ di bocca in bocca. “Ma come e’ possibile?” “... non l’aveva mai fatto.” “Sara’ accaduto qualcosa?” “Che cosa l’avra’ spinta a compiere un gesto che la trascinasse cosi’ in basso?” “Sara’ rimasta chiusa?””Ma si’, sicuramente, avra’ pensato di pigiare l’allarme e invece per errore…"
La gente si interrogava leggendo la locandina del giornale davanti all’edicola.
E invece era accaduto per davvero. La signora Talpa, dopo mesi e mesi, si era vista costretta a pigiare il pulsante dell’uscita. Entrata, col sussiego che la contraddistingueva, nell’ascensore che dal binario portava al primo livello, si era trovata vicino alla bottoniera ed accortasi con orrore che tutti gli altri entrati dopo di lei, le davano le spalle, era stata costretta gioco forza a compiere quel gesto che mai, mai aveva eseguito. Pigio’ il bottone con su scritto uscita.
Un fragoroso applauso invase l’abitacolo.

disegno di Pino Ligabue
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:59
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domenica, 26 novembre 2006
Ultimissima.
continuano gli esperimenti sugli utenti splinder.
In molti a caccia di una nuova identità o spersonalizzazione forzata?
(signora linder se mi fa sparire l'avatar, mi incazzo)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 18:51
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sabato, 25 novembre 2006
AlLaRMe cEsSaTo
(scherzavo)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:36
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venerdì, 24 novembre 2006


Va beh, e’ stato bello. Sono contenta di essere rimasta con voi per un anno. Alcuni di voi li ho conosciuti, e’ stato bello pure questo. Di alcuni ho il numero di telefono o la mail, e a meno che non vada a farsi catafottere la sim o non riesca piu’ entrare nella mia casella di posta (cosa tra l’altro gia’ accaduta) riusciremo a restare in contatto. Saluto le scrittrici erotiche (quelle che ritengo le vere umoriste della rete), i loro commentatori, le fatine, le farfalline, gli orsetti, le labbrone, i culi, le tette, le dark ladyes, le vampire ma in particolare la regina del copia e incolla, i maiali di vocazione, gli chattatori del “ciao come va”, quelli che sono passati una sola estate. Insomma saluto tutti, ma proprio tutti, anche quelli che mi stanno sui coglioni. Mi dispiace per la pittrice, che e’ passata una sola volta. Troppo tardi. Addio.
P.S. Se all’accensione del pc, qualcuno si accorgesse che non ci siamo piu’, potrebbe avvisarmi, con delicatezza s’intende, per sms? A qualsiasi ora grazie. Ho su la vibrazione.
P.S. 2 avete visto, ci sono gia' le prime avvisaglie: i commenti sono scritti in greco.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 16:07
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giovedì, 23 novembre 2006


Qualche anno fa alla fine di agosto fui invitata insieme ad altre amiche a passare qualche giorno ad Andora, nella casa al mare di una di loro.
Furono pochi giorni ma molto divertenti, e fu li’ per la prima volta che sentii parlare del metodo Pilates, perche’ M., insegnante di danza, stava frequentando un corso per insegnare questa disciplina. Passo’ qualche anno, M. si diplomo’, apri’ i corsi e io lasciai cadere la mia curiosita’.Tutto sino a questa estate, quando F. al mare mi disse che sua sorella, l’anno scorso aveva frequentato questo corso e ne era cosi’ contenta, e le aveva fatto un gran bene: dalla pratica ne avevano guadagnato la schiena e le spalle, e oltre alla salute ne aveva guadagnato anche l'aspetto fisico: pareva piu’ alta e piu’ magra. E io me la lascio scappare questa occasione? sia mai. Interrogo M. ancora una volta sul metodo, gli orari e tutte cose. Mi spiega che molti degli esercizi vengono fatti a terra e quindi io penso (dal momento che ho qualche problema su certi movimenti) che questa e’ la mia disciplina. Praticamente il metodo Pilates può essere riassunto in questi termini: un programma pensato e concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso il controllo dei movimenti e questa tecnica, è un insieme, composto da circa 600 esercizi che dovrebbero servire ad armonizzare corpo e mente contemporaneamente. Un’amica mi porta pure un libro, ma io probabilmente lo sfoglio distrattamente, e nemmeno mi soffermo troppo sulle figure. Arriva meta’ settembre e io arsa dal sacro fuoco mi iscrivo.
Guardando la foto, qualcuno riesce ad immaginare ziacassie (anche chi non la conosce personalmente) intenta ad “armonizzare corpo e mente”?

foto dal sito: http://www.allegria-pfaeffikon.ch/quelltext/frame_pilates.htm
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 15:58
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mercoledì, 22 novembre 2006
Passi nel corridoio e voci sconosciute. Voi tirate su la testa. Scorgete quattro sconosciuti accompagnati dal vostro direttore e dal vostro capo. Sentite la voce del vostro direttore che illustra la disposizione dei locali e l’uso. In quel momento siete l'unica persona ad abitare quel piano. Gli sconosciuti buttano un occhio dentro la vostra stanza e voi venite confusi con un vaso da fiori in stile moderno di colore arancio che contiene fiori rossi che indossano occhiali cerchiati d'oro. Incrociate  gli occhi del vostro capo nel corridoio e pensate che adesso sarete presentati. In fondo siete li’ solo da 27 anni. Da un mese prima del vostro direttore. Le ombre scivolano via. Che importanza hanno le persone all’interno dei locali? La visita prosegue. Cambiano piano.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:07
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