Ogni tanto si concedono una cena. Sono colleghi da quasi trent’anni, quasi coetanei.
Lei conosce perfettamente la sceneggiatura, i dialoghi li ha memoria. E’ la regista del film.
Lei scivola via dal tavolo e si mette alla macchina da presa.
Inquadratura a due. E cosi’ restera’ per tutta la durata del dialogo (che cosi’ ce la sbrighiamo prima e non spostiamo le luci che abbiamo posizionato. I due hanno gia’ ordinato, cosi’ ci risparmiamo pure i dettagli e il cameriere che va avanti e indietro intralciando le ripresa).
“…allora dimmi, cosa ne pensi della Risciani?” chiede lui, asciugandosi la bocca con il lembo del tovagliolo
“non me la racconta giusta. E’ strana" risponde lei mentre lo guarda e si sforza di non ridergli in faccia , e per la domanda, e per la mossa del tovagliolo che fa tanto film americano, ristorante di lusso, fighetto in carriera.
“Pero’ e gentile…, disponibile”
“Troppo…”
“ No guarda, secondo me ha pure una bella testa…”
“ …si’, e anche delle belle tette…”
“Beh, si’ e’ vero. Sai secondo me ha sofferto”
“Anch’io”
“ No credimi, voglio cercare di capire come e' fatta”
“Fai bene. Tutti i capi dovrebbero cercare di capire le loro dipendenti”
“Voglio conoscerla. L’ho invitata per un aperitivo. Ha accettato”
“Ma no? … ma non ci posso credere? Avra’ visto in te il padre che ha perso e la mano amica che la salvera’ dalla solitudine e dal suo stato di chiusura nei confronti del mondo che dura da piu' di tre anni”
“Ma che cazzo fai, spii le nostre conversazioni?”
“No, intuito”
“Voglio conoscerla, poi ti dico”
“Guarda che a me della Risciani non me ne puo’ frega’ de meno. Non mi convince e basta”
“E’ sola”
“Anche mia cugina Vincenzina che ha i peli sotto le ascelle e il culo grosso come il sedile degli autobus per disabili e’ sola, ma tu non l’hai mai invitata per un aperitivo”
“Hai una cugina che si chiama Vincenzina ed e’ sola? Mai saputo”
“No nessuna cugina, era per dire che se la Risciani era un cesso a pedali col cazzo che la invitavi”
“Beh, si’ hai ragione”
“Eh, si’ che me lo dovevi dire. A me cominciate a darmi un po’ fastidio. Lo sai vero?”
“ Tu parli cosi’ ma dopo tanti anni, ancora non mi conosci”
“…fai uno sforzo e fatti conoscere”
“Dai lo sai, io amo Giulia, qualche volta ho fatto qualche cazzata, ma credimi sono sempre tornato da lei”
“Mi pare che a questo punto ci sia la battuta… ‘non le ho mai fatto mancare niente”…”
“ …eh, appunto e poi non mi sono mai lasciato coinvolgere..”
“ Si’ hai ragione. Perche’ non glielo dici a Giulia? “Guarda amore, te lo giuro leccavo la fica alla tipa, ma ti giuro, non ero coinvolto” oppure “mentre mi ciucciava l’uccello, avevo ben chiaro che stasera avrei dovuto riparare il lavandino”
“Pensi che io sia uno stronzo?”
“No... un uomo”
"Harry ti presento Sally", 1989, B. Reiner
foto dal sito: http://www.dvdessential.it/recensioni/harrytipresentosally.htm