venerdì, 31 marzo 2006



Gia' vi sento: ".... e che palle ... con sto albero sotto casa ... ma non va mai da nessuna parte questa? ... si e' fissata? ... non sa che cazzo scrivere?". E' ... e'... che non resisto. Mi e' presa sta fissa. Io passo e lui cambia di giorno in giorno. Non l'avevo mai notato come da quando l'ho fotografato la prima volta a dicembre, e poi a marzo, e poi le gemme pochi giorni dopo. E mi pare cosi' meraviglioso che lui vada avanti. Lo so, e' la scoperta dell'acqua calda, ma e' bellissimo lo stesso. Stamattina il cielo era bianco, livido di pioggia. Ma lui e' li' una promessa per questa primavera che si fa vedere un giorno si' e un giorno no. E' diventato il mio punto di riferimento. Se si ammala, mi taglio le vene.

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giovedì, 30 marzo 2006



Sei nato il 30/03/1957
Il tuo angelo custode è: Jelel

Fa parte del: Coro dei Serafini
Si colloca: da 6° al 10° dell'Ariete

Il suo elemento è: Fuoco

La sua qualità
Favorisce la stabilità familiare e allontana dissidi e inimicizie. Ispira idee geniali e capacità di concretizzare progetti importanti ai fini della propria realizzazione. E' portatore di positività e gioia di vita. Rende capaci di amare e di essere amati.
Sti cazzi!

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mercoledì, 29 marzo 2006



Adesso... vado a casa a pensare un po' a me!

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mercoledì, 29 marzo 2006

Cronache di utenze, gestori e... aumenti.
Volevo precisare, che per ben due volte, ho pagato la bolletta dell'enel in ritardo, ma NON E' COLPA MIA L'AUMENTO DEL 5,7 % previsto dal 1 Aprile 2006. Giuro, non c'entro.
Pero' a pensarci bene, anche quella del metano aumentera' del 2, 1% e io ho pagato in ritardo una sola bolletta.
Sta a vedere che l'aumento e' proporzionale ai miei ritardi sui pagamenti.
AGGIORNAMENTO 1.
La mia amica G. mi ha mandato un sms in questo momento: per rimpinguare le casse dell'enel ha lasciato acceso il ferro da stiro 26 ore. Chissa' se la casa e' ancora intera. Adesso mi informo.
AGGIORNAMENTO 2.
Dice che l'unica cosa che vorrebbe bruciare e' la bolletta.

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martedì, 28 marzo 2006



Cronache di utenze e gestori.
Sabato mattina ho trovato nella buca delle lettere un avviso di raccomandata. Questa mattina vado all’ufficio segnalato sull’avviso: Via Milano 99. Per fortuna e’ vicino a casa, anche se nel frattempo comincia a piovere, ma l’ufficio non c’e’ piu’ e  sulla porta dell’ufficio svuotato c’e’ un foglio di carta che dice piu’ o meno che dal 24 al 26 luglio 2004 l’ufficio e’ chiuso e che dal 28 luglio 2004  sara’ attivo il nuovo ufficio poco distante : Via di Francia 3.  Appena arrivata nel nuovo ufficio mi rendo conto di come sta funzionando, poche persone e dietro agli sportelli  bradipi, tanto che penso che se questi lavorassero alle poste centrali sarebbero gia’ stati arsi vivi. Un signore si avvicina allo sportello che segnala il mio numero: deve pagare un libro e acquistare una marca da bollo. Con la carta. Gia’ perche’ alla posta adesso ti compri quello che vuoi. O quasi. Mi sarebbe piaciuto sapere quanto costava quel libro che appena uscito, due mesi fa, io ho comprato al 30% in meno alle Librerie Feltrinelli… Il signore chiede la marca da bollo e siccome la signora,  che chiameremo  Gioia, per la gioia di vivere che esprimeva, pare distratta, lui lo ripete. Gioia urla: “Ho capito!” Il signore si scusa, Gioia fa quello che deve fare, con una lentezza impressionante e poi chiede al signore” una marca da bollo vero? da 14?”. Non so voi,  ma io a Gioia avrei sputato. Dopo di che viene il mio turno, (che era gia’ prima ma non si capisce perche’ il signore aveva 5 numeri prima ed era stato deviato li’ da un altro sportello). Dico a Gioia “ Sulla cartolina  ci sta il timbro con scritto Via Milano” Gioia con grazia infinita mi risponde ”.... Sono i postini, mica noi” Io ribatto” Ve lo facevo solo notare!” Gioia sempre piu’ aggraziata mi urla “ E poi e’ piu’ di un anno e mezzo che l’ufficio non e’ piu’ la’” E io “ Per l’appunto, visto che non e’ da ieri”... Si intromette il collega di Gioia, Felice che mi urla “Sono i postini, non siamo noi”. E io con calma" Lo immagino. I postini sono cattivi. Voi buoni. Io ve lo segnalavo solo: una persona non e’ obbligata a sapere che l’ufficio e’ trasferito se sulla cartolina che arriva a casa ci sta scritto di recarsi a un indirizzo che dal 28 luglio 2004 e’ un altro. Io ve lo se-gna-la-vo solo” … visto che e’ un timbro che viene apposto e in un anno e 8 mesi non siete riusciti a cambiarlo, teste di cazzo,  comunque grazie signora Gioia e signor Felice, e a mai piu', spero. Ritiro la mia raccomandata: un avviso di mancato pagamento dell’Enel. E’ vero, e scaduto il 24 Febbraio ed io ancora non ho pagato la bolletta. Se ho pagato, devo buttare via tutto, se non ho pagato devo pagare e comunicare gli estremi per fax entro il 31.03.2006. E sino qui tutto come sempre.  Ma la cosa stupefacente e’ la novita’. Riporto dalla lettera con le parti in neretto come da originale. “La informiamo che qualora continuassimo a non ricevere notizia del pagamento, la nostra Societa’ e’ abilitata a sospendere l’erogazione del servizio, in applicazione delle Condizioni Generali del contratto di fornitura di energia elettrica”.... e sino a qui tutto nella norma, ma ecco super Enel cosa si e’ inventata"Enel, pero’ nell’ottica di un servizio sempre piu’ vicino alle esigenze della clientela, e in virtu’ delle nuove posibilita’ tecniche offerte dal contatore elettronico, ha deciso di non effettuare immediatamente il distacco totale della fornitura in oggetto, ma di procedere inizialmente alla sola diminuzione della potenza, riducendola al 15%, a partire dal 10/04/2006"… notare bene “riducendola al 15%, non del 15%”…

In taluni, limitati casi, puo’ accadere che per motivi tecnici non ci risulti possibile effettuare la sola riduzione della potenza.  Qualora lei rientri in questa ipotesi, procederemo direttamente al distacco della fornitura a decorrere dalla data del 10/04/2006.” Allora quando avete scritto il capoverso precedente eravate sotto l’effetto di sostanze stupefacenti? Ma non basta.
” COSA COMPORTA LA DIMINUZIONE DELLA POTENZA

Questa nuova modalita’ operativa le consentira’ un utilizzo minimale di alcune apparecchiature elettrico in suo possesso; quindi le consigliamo di ridurre l’uso dell’energia elettrica per non far “scattare” il contatore.” ... perche' Enel tu lo sai  che oramai scatta solo a pensare di accendere la luce, solo a guardare l'interruttore, il contatore "scatta" come scrivi tu tra virgolette.…Le raccomandiamo, inoltre di adottare tutte le misure necessarie ad evitare eventuali danni ed oneri derivanti dalla diminuzione della potenza o dal distacco di cui non siamo responsabili.”
E adesso capisco perche’ mi avete mandato una raccomandata.
Grazie Poste, grazie Enel.

... Ah, e se non bastasse, ieri sera nella cassetta delle lettere c'era questo.

Grazie Poste, grazie Enel, grazie Governo, grazie, grazie.
Ma per un po', dimenticatevi di me, grazie.

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mercoledì, 22 marzo 2006



Adesso, secondo voi i giovani padani avranno pagato i diritti per pubblicare questa foto e appropriarsi di Braveheart come simbolo? E soprattutto il signor Mel Gibson sara' contento di apparire su questo manifesto? Qualcuno conosce il suo numero di telefono?

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martedì, 21 marzo 2006


Cazzo Papa’, oggi se tu fossi qui festeggeresti i tuoi 80 anni. Sono sicura che come torta avresti scelto quel tremendo tronchetto ricoperto con le scaglie di cioccolato. Papa’, te lo devo proprio dire: era una vera schifezza. Lo so, a te piaceva tanto e lo compravi tutte le domeniche. Sai, mi vengono in mente i tuoi gesti e soprattutto quelli della domenica. Tu lavoravi in porto e non avevi mai la vera o l’orologio, dicevi per sicurezza, e avevi ragione: restare attaccato da qualche parte per colpa di un anello non era serio. Ma la domenica, si’. Ti vedo appena vestito, con la camicia e il tuo maglione, quello “bello” che ti avevamo regalato per Natale la mamma ed io. Quanto ti piaceva quel maglione, ne andavi proprio fiero. Eccoti davanti al como’ della camera da letto che ti infili la vera e ti metti l’orologio. E poi esci a comprare il giornale e il terribile tronchetto in via Tortosa. Poi un passo dalla latteria in Via Fereggiano a parlare del Genoa, anzi a urlare del Genoa. E oggi poi che e’ il giorno del tuo compleanno, una vera festa, perche’ sei nato il giorno piu’ bello dell’anno, quello che io ho sempre aspettato come il Natale. E io oggi avrei fatto i ravioli col “tucco”. E la mamma la cima. E ti avrei cantato “Maledetta primaveraaaaaaaaa”, e tu come al solito mi avresti detto quanto sono scema e ti avrei ripetuto che ti era andata bene a nascere maschio che altrimenti ti avrebbero chiamato Margherita e tu avresti fatto finta di darmi un sberletta che io avrei schivato. Tu, che volevi far credere a tutti di essere un gran duro, cazziavi sempre tutti, ma quanto li facevi ridere. E quanto ti facevano ridere i miei amici. Se riuscivano a sopravvivere al primo incontro, tornavano perche’ con te c’era proprio da divertirsi. Eh si’, te ne sei andato un po’ troppo presto. Ma io ti sento lo sai. E ti vedo. Via quelle dita dal cioccolato, non e’ ancora l’ora della torta.

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lunedì, 20 marzo 2006






Eccolo, l'albero ha finalmente messo i germogli ... e' lui, sempre lo stesso, ci sta provando e a vedere quello che e' riuscito a fare in pochi giorni direi che si sta dando da fare bene. Con questa foto spero di strappare un sorriso a Rex, che vive un po' piu' in alto di me. Tieni duro, vedrai che tra qualche giorno arrivera' il disgelo.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:46
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domenica, 19 marzo 2006

Questo me lo manda un amico, se avrà voglia dirà lui chi è a rileggere:

"Michela, un'amante ... come tante"

The dark side of the moon


In macchina, dopo aver accompagnato Claudio a scuola, Alberto continuava a pensare alla frase di sua moglie, recitata con vergogna dietro alla porta del frigo. Non sarebbe stata la prima notte di Michela fuori di casa e neanche stavolta, lui l’avrebbe accettato. Sapeva che proprio Alice fu l’artefice dell’incontro tra sua moglie e l’altro. Quell’Alice diventata con il tempo anche un alibi perfetto, quella che gli stava rovinando la vita.

Il fingere di non sapere, il buon viso a cattivo gioco, la falsa morale, il futuro di un figlio sballottato lo andavano pian piano distruggendo.
Un’altra inutile e vuota giornata di lavoro, trascorsa con la mente altrove passò inesorabilmente. In ufficio i colleghi si domandavano che cosa stesse succedendo ad un ormai poco brillante Alberto, ma lui sfuggiva accampando le solite scuse di stanchezza.
In macchina, con la radio spenta, come chi ha troppo da pensare, passò a prendere il figlio dal doposcuola per accompagnarlo dai nonni. Claudio era contento di passare la notte da loro: la torta della nonna, una partita a carte con il nonno che lo avrebbe lasciato vincere, fingendo di arrabbiarsi, un po’ di televisione e tanto, tanto affetto.
Alberto non aveva fame, rifiutò l’invito a cena e s’infilò con il nodo alla gola nel primo bar che incontrò a bere qualcosa: ne sentiva il bisogno.
Pesanti ombre gli si accalcarono accanto: l’ora dell’aperitivo, l’uscita di massa dagli uffici. Risa, scherzi, tacchi alti e minigonne lo lasciavano del tutto indifferente, mentre continuava a fissare il suo ennesimo negroni, pensando come aveva fatto a sbagliare.
Si sentiva in un tunnel senza sbocco, pensando ad un futuro lontano da suo figlio e da Michela, ma ormai era troppo tardi per uscire da quel giogo fatale.

L’ora la solita, la macchina parcheggiata dietro l’isolato, qualche negroni d’euforia in corpo, un numero di telefono composto in fretta:
“ciao Alberto, è aperto, sali”
“ciao Alice…arrivo”
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:46
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sabato, 18 marzo 2006

Gianluca, uno trasparente … come tanti.

Ti guardo mentre ridi con Giulio. Dio come sei bella! Lui ti guarda con adorazione. Tu continui a ridere e lo guardi, e nei tuoi occhi si vede che sei piena di lui. E’ tanto piccolo e’ ha bisogno di te. E tu ci sei sempre per lui. Ed io continuo a guardarti e penso che vorrei che guardassi  cosi’ anche me. Suonano alla porta. Lo scuola bus si porta via Giulio, adesso sei sola con me. Ti prepari per uscire. Io seguo ogni tuo movimento, mentre ti vesti e ti guardi un attimo allo specchio prima di uscire. Mi vieni accanto e mi sfiori le labbra. Io vorrei che tu mi baciassi come facevi una volta. Ti desidero, ma pare che tu non mi senta. Faccio di tutto per farti accorgere di me, ma tu sei distratta. Dio come sei bella! Vorrei farti sentire quello che provo dentro, vorrei stringerti forte e sussurrarti all’orecchio “Vieni di la’ con me, non andiamo al lavoro oggi…” Ho paura a dirtelo, paura di sentirmi dire “Ma che dici… sei diventato matto? Non sto mica andando via per sempre, stasera sono qui, no?” Guardami ti prego, accorgiti di me. Cercami. Amami. Scoprimi. Un tuo gesto potrebbe cambiare tutto. Riportarci dove eravamo. Un gesto diverso dal solito. Una tua carezza. Non aspettare stasera per fare l’amore con me. Fammi sentire che mi vuoi, non fare che sia sempre io a cercarti. Lo so che mi ami. Sei forse solo occupata a fare la mamma. Sono piccolo anche io. Anche io ho paura del buio a volte. Sentimi.

nella foto: Coppia
Artista: Pamela Hanson

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 14:12
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