lunedì, 12 maggio 2008

Gentile visitatrice/visitatore che giunge qua dalla Spagna e precisamente dall'Instituto de astrofisica de canarias, le dispiacerebbe manifestarsi con un messaggio privato?
Mi farebbe piacere sapere di chi si tratta.
Nemmeno la mia mamma si e' mai interessata cosi' tanto a quello che penso e dico.

 

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lunedì, 12 maggio 2008
Sul giornale c'è scritto:
puoi fidarti di me
il peggiore di tutti
si è scoperto chi è
ci ha le ore contate...
ma che bella città...

(e.bennato)

Stamattina al GR2 ho sentito due o tre leggi alle quali stanno lavorando.
Io adesso cerco di dimenticare tutto quel che ho sentito.
Mi impegno solennemente (e cerchero’* di mantenere l’impegno preso) a non commentare questioni politiche, sinistra, destra che siano, o partecipazioni di personaggi che in genere amano dire cio’ che pensano in tv. Non mi occupero’ piu' del critico isterico, e nemmeno del signore che si occupa delle nostre gravidanze, tanto meno delle ministre, che sarebbe veramente come sparare sui boys scout, che gia’ son sfigati da soli.
BASTA.
Mi occupero’ esclusivamente di cazzotettepompino e di fantascienza.
(Che, in effetti - mi rendo conto solo scrivendolo -  e' esattamente come commentare la situazione politica). 

* (tentero', provero', mi sforzero', sempre che...)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 12:08
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venerdì, 09 maggio 2008

(ANSA) - MILANO, 8 MAG - Il sindaco di Milano, Letizia Moratti avrebbe ritirato le deleghe dell'assessorato alla Cultura a Vittorio Sgarbi. 'Mancanza di rispetto per la Giunta comunale, nei confronti dei cittadini' e 'rottura del rapporto di fiducia con sindaco e assessori', queste le ragioni della decisione del sindaco Moratti. 'Considero irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che profondamente lesive della mia dignita'', ha commentato Sgarbi.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:52
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venerdì, 09 maggio 2008
Salgo sul bus, davanti come quasi sempre. Il bus percorre il tragitto del mare, la Genova bene, da Nervi ad Albaro, tutte zone su. Mi accorgo di un posto in fondo e lo percorro tutto. Arrivo davanti al posto vuoto e due ragazzini fanno gli spiritosi. “venga signora, c’e’ posto” “Lo vedo grazie”. Davanti ai due ragazzini due, forse, portoricane. I due continuano a importunarle. Uno tocca la schiena di una con un dito. Io decido di sondare “siete due bei rompicoglioni pero’”, lo dico sorridendo, per misurarli, per vedere se si calmano. Il piu’ piccolo seduto accanto a me sorride sorpreso, l’altro, un poco piu’ grande,  faccia al finestrino ride nascondendosi il volto. Dico al piccolo “si vergogna?”. Da li’ do la stura. I due non sono solo due ragazzini di buona famiglia annoiati sono due pezzi di merda veri. Soprattutto il piu’ grande. Riesco ad arginarli con un mare di parolacce. Mi metto al loro livello. Loro restano spiazzati. Continuano a menarlo alle due davanti. Cambio sistema. Dico che immagino saranno molto contenti i loro genitori delle loro spiritosaggini e della loro intelligenza. Il grande mi dice “non importa da grande faro’ l’avvocato come mio padre”. “complimentoni” rispondo “ci mancava uno come te nel mondo del lavoro”. Al piccolo dico “sai, penso che fai tanto il furbo, ma qui sull’autobus, con gli stranieri, che a casa ti fanno camminare come un treno”. Lui “<bestemmia> mio padre e’ una testa di cazzo, <bestemmia> mia madre non capisce un cazzo” Non muovo un ciglio. La smettono. Sale una ragazzina che conoscono (non del loro ceto sociale) con un ragazzino straniero. Le chiedono urlando chi cazzo e’ quello. Lei e’ imbarazzata. Ridono. Decidono di scendere, ma prima di farlo ancora la menano alle due davanti a loro “ma che bella pettinatura anni ’70, ma come sta bene” e una volta giu’ dal bus  urlano “si guardi la schiena” e poi “ ha una cicca attaccata”. Si chiudono le porte. Una delle due guarda la schiena dell’altra, non ha niente, ma una cicca e’ sul sedile, l’hanno fatta scivolare.
Due stupidini, neppure col coraggio di fare fino in fondo un dispetto. Stupidini, ma gia’pezzi di merda veri. Diamogli il tempo di crescere e daranno del loro meglio.
Una delle due si gira e mi ringrazia, dice, che era dal capolinea che rompevano e che non fossi salita avrebbero continuato pesantemente ad insultarle.
Un piccolo episodio, neppure degno di nota, e non mi avesse fatto tornare alla mente un episodio di qualche anno fa, stesso autobus due coglioncelli che nel momento che uno dei due stava per scendere, si sono salutati col braccio destro alzato.
Ieri sera ho visto annozero. Ma ne avrei fatto volentieri a meno.
Non che non conoscessi certe situazioni. Li vedo, li incontro, ma per fortuna non mi capita di parlare con loro.
I capelli ispirati ai Tokio Hotel (ma non lo ammettevano), le sopraciglia rasate, le lampade, i lavori: panettiere o imprenditore, non cambia. Il sogno nel cassetto, andare al grande fratello o in televisione, recitare in una fiction, guadagnare soldi, prendere fica “che se ordini champagne e hai il tavolo prenotato in discoteca ti arriva e ti si attacca come una sanguisuga”, alcol, droga e noia. di quelli che hanno parlato del loro mito, nemmeno ne voglio parlare. 15 e 17 anni “io a casa me lo meno, mica posso guardare la tv , che mi rincoglionisco, non studio, che a scuola sto attento, esco, pippo, fumo ma mia mamma non lo sa, che si fida di me e se poi non si fida piu’ non mi da piu’ i soldi. E poi se io avessi un figlio che pippa mica mi piacerebbe e allora non voglio dare un dispiacere ai miei”
Quando e’ finita la trasmissione avrei avuto voglia di buttarmi giu’ dalla finestra. Poi ho pensato, mi mangio una banana, che se ho da morire, muoio con un gusto buono in bocca.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 10:40
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giovedì, 08 maggio 2008
Ci sono due cose che le donne non ammettono mai: di essersi rifatte le tette e di masturbarsi.
L’anno prima l’hai vista con le tette come due noccioli di albicocca, che bastava come reggiseno la sola bretella a coprirle, e l’anno dopo arriva in spiaggia, con la tetta sotto il mento. E tu, buona, pensi: nell’inverno avra’ messo su qualche chilo e sara’ di quelle che hanno culo e invece di metterli sulla pancia come te, li ha messi nelle tette. Poi si spoglia, si sdraia e ti domandi, che questa cosa non si spiega nemmeno col tuo 2 di fisica.
Oppure la conosci gia’ con le tette sotto il mento e ti dici “minchia pero’, che culo che ha questa”.
Lei sorride, dice che mamma natura ci penso’ e nello stesso momento fa un complimento alle tue, dicendo  "ma va la’ guarda te, che non hai nemmeno bisogno del reggiseno” e tu ti dici “lo credo, che cazzo ci dovro' mai mettere dentro?”
Lei le sbatte sotto gli occhi a chiunque e le agita come una spogliarellista di Las Vegas nei film anni '70, con tanto di giro della morte - della mappetta attaccata al capezzolo - incluso. Poi un giorno, non si sa se stia facendo outing o ha preso una craniata nello sportello in alto della cucina o ha bisogno di qualcosa da te, arriva e ti dice “ma figurati se non te l’ho detto: ma si’ dai che te l’ho detto, le ho rifatte 3 anni fa”. Ma non bisogna crederle, perche’ passato il momento di una delle tre cose tornera’ a negare.
Sulla masturbazione l’argomento e piu’ ostico.
Mentre lo sai che tutti, ma tutti i maschietti una pugnetta se la sono fatta e (che se non sono affetti da machismo imperante) continuano  a farsela, per le fanciulle non e’ cosi’.
Negano.
Quando sei giovane nessuna viene li’ e ti dice anche magari arrossendo “io mi masturbo” oppure “ sai, io visto che non trovo uno straccio di fidanzato che mi dia una bella ripassata, per soddisfare il mio desiderio mi faccio un ditalino, una sera si’ e una sera no” oppure “ho l’ormone a mille, sono sei mesi che non scopo e mi ammazzo di ditalini”. Non so oggi ma ai miei tempi non usava. Solo una volta a scuola, una compagna si lascio’ andare. Me lo ricordo come fosse adesso. Lei nel suo banco e noi tutte intorno. Questa appunto se ne era uscita con “io mi masturbo” di sua spontanea volonta’. Era stato tutto un coro di “Ohhh” “”Manoooo” “ Madaiiiii” tutte noi false come giuda a chiederle particolari del perche’ e del percome. Poi dopo tutto un “ Ma vedi un po’ eh? Ma chi l’avrebbe mai detto? Proprio lei!”. In realta’ eravamo molto ammirate che lei avesse avuto il coraggio di rivelare la sua intima pratica. Nessuna di noi, neppure la piu’ sfrontata, che si chiamava N. ed era una bestia, avrebbe mai ammesso in una pubblica assemblea una cosa del genere. La tizia era brutta come la fame e mai sguardo maschile si era posato su di lei, questo ci autorizzava a giustificarla, mentre noi, non ci ponemmo, mai neppure per un solo istante di doverci confrontare.
Poi negli anni, domandando direttamente, qualche ammissione di peccato la raccolsi.
"sai qualche volta mi tocco" (che pensi sia abituata a vedersi girare per casa di notte uno jettatore, oppure che ti vuol dire "non ci credo" che in genovese cosi' si dice "me tuccu se ghe sun" (mi tocco per vedere se ci sono).
La mia amica M. mi raccontava lo faceva quando non riusciva ad addormentarsi. Io non avevo mai pensato alla masturbazione come a un sonnifero e decisi di provare. A volte e’ meglio di un libro.
Le lussuriose (non si sa come, ma vivono quasi solo sui blog, dietro le webcam e situate solo in alcune zone geografiche) si toccano la fica e praticano l’autopalpazione per accendere il desiderio del partner.
Alla maggior parte degli uomini in genere piace.
Se mentre lo fate riuscirete a:
farlo in ginocchio,
a due mani, 
sguardo perso,
rovesciare la testa all’indietro,
chiudere gli occhi,
portare ogni tanto una delle due mani alla bocca e succhiare le dita usate con avidita' (se non vi riesce simulate),
socchiudere la bocca in un inequivocabile posa da film hard
dicevo, se riuscite in tutto questo, potreste quasi distrarre il marito/fidanzato/compagno dalla partita a playstation2 e forse riuscire a provocare nello stanco partner un’erezione inaspettata.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 12:37
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mercoledì, 07 maggio 2008
Quando ho aperto questo blog proprio non ci pensavo. Il cavallo di Troia per me e’ un romanzo che avrei voluto tramutare in uno spettacolo teatrale, il mio sogno nel cassetto e non ho esitato. Zia sono diventata da un po’ di anni, da quando una ragazza al mare ha cominciato a chiamarmi cosi’, sino poi a diventare la zia di tutti. Cassie, e’ la Cassandra americana del romanzo di Morley. Mai avrei immaginato la perversione degli utenti internet. Tenendo anche conto dell’uso smodato che faccio delle parole cazzotettepompino si puo’ facilmente immaginare la combinazione fantasiosa delle chiavi di ricerca attraverso le quali si giunge sino qui. E diciamolo, non e’ edificante.
Poi va tanto distacco contatore enel e, tenetevi forte, foto del cavallo di troia.
Ma oggi sono arrivati qui cercando Il cavallo di troia di Christopher Morley e R.P. Mc Murphy, e io, che mi accontento di poco, sorrido.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:34
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martedì, 06 maggio 2008
riassunto (che me lo ha chiesto moi simplement)
autistici e precisini astenersi

santoro decide di fare una puntata un po’ di parte di annozero per rompere i maroni e farsi cacciare via (questa volta almeno con una motivazione un pochetto plausibile).
In studio ci sono sgarbi (quello che parla sempre con garbo) e travaglio (che a me non sta simpaticissimo, ma mi piace quello che dice e anche come e’ fatto).
sgarbi insulta tutti (che cosi’ almeno non si sbaglia) e dice a travaglio che fa come fassino, travaglio gli risponde fassino lo dici a tua sorella (e qui e’ il pezzo piu’ bello) e litigano un po’, anzi sgarbi urla e travaglio fa lo sforzo di non spaccargli la faccia.
Santoro manda in onda un pezzo dove grillo legge una lettera (non so sia davvero una lettera o un pezzo di qualcuno o sua) di un precario. Bella. arrivati al punto in cui si dice che napolitano fa solo moniti (si parla di morti sul lavoro, tipo basta morti e poi non succede mai niente) sgarbi si agita sulla sedia e rumoreggia. Poi grillo dice che veronesi una volta intervistato sui danni degli inceneritori ha risposto facendo con la mano uno zero tondo, e si infervora dicendo che la ricerca di veronesi e’ supportata da un sacco di persone e ditte importanti e percio’ non puo’ dire altro. sgarbi quasi cade dalla sedia e comincia a urlare fatttelo smetttere. Alla fine del pezzo per poco perde la voce. Poi travaglio dice, o meglio, cerca di dire quando hanno cacciato biagi dalla rai, e non ci riesce che sgarbi lo interrompe, e’ rosso viola, urla come un ossesso e da del pezzo di merda a chiunque.
Travaglio sembra una statua di sale, continua imperterrito a cercare di finire il suo discorso, gli occhi tradiscono la sua emotivita’ ma sta fermo e non accetta provocazioni. Dice solo con una calma surreale ma non c’e’ la neurodeliri in questo studio? Alla fine dell’altro blocco di grillo, sgarbi e’ un’altra persona. Ha guardato il suo telefono un po’ di volte. Io ho pensato, qualcuno lo ha fermato. Ho pensato, gli avranno detto stai esagerando e soprattutto non stai sortendo alcun effetto, quindi adesso calmati che poi ci pensiamo noi.
Ma come dice il mio capo, io vedo complotti ovunque.
L’altra sera da crozza, travaglio ha detto ci volevano far saltare i nervi, e questa (sbagliata sicuramente eh) e’ stata la mia stessa impressione. Travaglio ha anche detto che rainews24 ha trasmesso in diretta l’intervento di grillo. Se questo e’ vero traete voi le vostre conclusioni.
Io voglio solo aggiungere una cosa: non sono d’accordo con il grillismo, non sono d’accordo con le trasmissioni di parte, ma se nello svolgere il mio lavoro metto in onda quello che viene detto in una piazza davanti a migliaia di persone, non vorrei che mi chiedessero di censurare alcune parti per non disturbare alcuno.
Grillo dice cose e se ne assume le responsabilita’: se ha detto delle cazzate  se la vedra’ con gli interessati. Dovere di un giornalista e’ quello di informare, per il resto credo che ognuno sia in grado di capire. Se l’informazione non viene data e’ molto molto piu’ difficile farsene un’idea.
Questo e’ il riassunto per moi, piu’ la mia conclusione.
E comunque alla fine, Vauro come ultima cosa ha detto Biagi e' stato cacciato dalla rai.
(sgarbi sostiene che gli abbiano solo chiesto di cambiare trasmissione e canale: che e' come dire fanculoateeatuttiituoitelespettatori)
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 17:56
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martedì, 06 maggio 2008
L’amico P. che lavora da Feltrinelli dice che leggo troppo. Qualcuno tempo fa mi ha dato della lettrice bulimica. Ingoio, mastico divoro e… dimentico. Ingurgito pagine, parola dopo parola, e lo so, ne sono certa - anche se non ricordo - che si vadano a stratificare da qualche parte dentro di me.
Inglobo storie.
In questo periodo piu’ che mai. Credo, per riuscire a dimenticare quello che sta succedendo intorno (non parlo della mia vita privata, ma di quella sociale).
Da piccola, media, grande non riuscivo ad addormentarmi e allora per poterlo fare inventavo storie con me protagonista: tutti i dettagli dovevano coincidere. Studiavo le luci, i movimenti, le ore, e anche le possibilita’ che avevano le storie per avverarsi. Quindi non sceglievo mai un luogo nel quale non mi era mai capitato di andare, ma uno frequentato. Le mie storie andavano avanti per mesi, a volte anni, anche perche’ con tutta sta fatica poi mi addormentavo e l’indomani sera ero costretta a ricominciare e a farmi anche un po’ di riassunto delle puntate precedenti. Alla fine, annoiata a morte di non vedere progredire la storia, la cambiavo.
Oggi, da vecchia, vado a letto e leggo. Non ho la stessa autonomia tutte le sere prima di cadere svenuta, ma so che piu’ leggo e piu’ mi accade: chiudo il libro (gli occhi sono gia’ chiusi) e continuo ad andare avanti con la storia. Ma non sono io a volerlo. E’ come se una parte del cervello non ne volesse sapere di dormire ma volesse assolutamente sapere come va a finire. C’e’ una lotta tra quella parte del cervello pigra e quella curiosa. Sento dentro un gran casino, spesso arrivano alle mani. Quando vince la curiosa, sono costretta a riaprire il libro e ad andare avanti, tanto non si dorme. Quando vince la pigra non lo so cosa succede perche’ mi addormento.
f. ha comprato un libro, anzi dice che se lo era comprato per lui e che aveva pure cominciato a leggerlo, ma l'ho vinta io. E’ la storia di un topo che prima si ciba di libri e poi impara a leggerli. Sono a meta’, e in questo momento mi sento come lui. Il fatto che quando io parli di letture ne parli come di cibo me lo fa sentire vicino, anche se lui e' molto piu' colto.
Spero abbia un lieto fine che comincio a preoccuparmi.

immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 13:47
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lunedì, 05 maggio 2008
Che la gatta non sta bene e quindi non si puo’ neppure pensare di stare via 24 ore (massima autonomia che avremmo f. ed io in condizioni di gatti giovani e sani). La gatta e’ vecchia, un po’ rincoglionita e pure se ne approfitta della sua condizione e venerdi' sera aveva 5 piatti con altrettanti tipi di cibo a disposizione ma urlava e ondeggiava col culo.
“Domani si va ad Ovada?” Minchia che novita’, che nelle date del mercatino da anni non ce ne scappa una. Va beh, insomma si va. Che poi siamo diventati maggiorenni a tutti gli effetti. Io sarei pure andata al mare volentieri, ma lui, additava il cielo dicendomi che da li’ a poche ore sarebbe sicuramente cambiato il tempo, se non piovuto bada bene, e poi ancora uno tzunami e forse anche le cavallette. “Vedi che nubi bianche? Niente di buono”. Ecco visto che qui ci sono le nubi allora andiamo in treno oltre il turchino che li’ magari nevica.
Non nevicava come si evince da foto n. 1.

foto n. 1

Anzi faceva un caldo della madonna.
Incontrato esercito inquietante come da foto n. 2.

foto n. 2

Negozi aperti con esposizione estiva come da foto n. 3.

foto n. 3

Portone aperto che ha permesso sbirciatina al cortile interno come da foto n. 4.

foto n. 4

Niente di speciale, a parte l’acquisto di un leone indiano di pietra arenaria che se ne e’ tornato a Torino, a fare compagnia alla credenzina, sempre indiana, acquistata due mesi fa.
E., che oramai ha capito tutto, ha detto che in India usa tantissimo il “may be tomorrow” e deve aver pensato che f. ha origini indiane.
Venerdi’ e sabato c’e’ stato il mare, al solito posto, sul solito scoglio, le solite persone, ma con nuovi libri.
E domenica mattina una cosa bellissima.
Nessuna foto a documentarla.
Ne ho ancora
gli occhi pieni, e so che non ci sarebbe stata immagine capace di rendere l’idea.
F. ed io siamo usciti dalla casa dei nostri amici alle 6 meno un quarto, ed era l’alba, un’alba gia’ avanzata. I nostri amici abitano a pochi metri da noi, ma davanti al porto. Il sole era dietro alla sagoma della citta’ stagliata contro il cielo. Davanti il blu del mare.
lo so che milioni di persone vedono l’alba. A me capita di rado.
Ci siamo detti quanto eravamo scemi ad andare a dormire: saremmo dovuti uscire a quell’ora anziche’ rientrare, ma lo abbiamo detto: “may be tomorrow”.
Gli uccelletti sull’ippo salutavano il giorno e sotto casa un merlo e una merla amoreggiavano.
I gabbiani dovevano aver fatto baldoria nella notte che in giro non ce n’erano.
Domenica mare.
Direi che ho trascorso quattro bellissime giornate. Peccato che ci sia la destra al governo.

Fuori tema:
a me travaglio non sta simpaticissimo ma gli invidio la pazienza di giobbe;
a me di quello che guadagna chicchessia non me ne frega una cippa di cazzo, non riesco a farmi venire sta febbre e non posso pensare di perdere neppure un minuto del mio tempo per spulciare le dichiarazioni dei miei vicini.
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 11:58
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mercoledì, 30 aprile 2008



Volevo scrivere un post sul primo maggio, ma mi pare non sia aria.
E allora ne faccio uno sul 30 aprile.
La prima volta che ho sentito parlare della notte di Valpurga e’ stato come di una notte magica, nella quale le donne salutavano l'arrivo della nuova stagione con fuochi, danze, canti e banchetti, per celebrare il risveglio della natura.
Nello stesso periodo (circa 20 anni fa) ho letto La notte di Valpurga di Gustav Meyrink (che e’ lo stesso autore de Il Golem e anche di questa frase meravigliosa «Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria», gia’ citata in occasione della giornata della memoria).
So che mi era piaciuto, ma se adesso dovessi raccontare di che parla, direi una bugia, quindi leggetevelo e basta.
Della notte di Valpurga si dicono anche altre cose come:
“Il primo maggio è Santa Valpurga. Valpurga, sorella di San Willibad, nacque in Inghilterra all'inizio dell'ottavo secolo (710) e morì in Germania nel 777. Le sue ceneri sono conservate a Heichstadt e sono méta di particolare culto da parte dei credenti.
La notorietà di tale notte si deve, però, a reminiscenze di origine pagana: in occasione del ritorno della primavera (notte tra il 30 aprile e il primo maggio) i demoni si davano appuntamento con le streghe sulla cima delle montagne e in modo particolare sul Brocksberg.
Per mantenere lontano dai villaggi gli spiriti maligni la gente della campagne tedesche, inglesi e scandinave è solita accendere dei grandi falò in cui bruciare fantocci che rappresentano streghe oppure delle scope di saggina. Tale cerimonia è detta "scacciare le streghe" e più alte sono le fiamme, più alta sarà la protezione contro il Male.”
Girando un po’ in rete si trova che nei paesi nordici ancora si organizzano feste e brevi vacanze in occasione di questo periodo.
Per me ha un altro significato.
Il 30 aprile del 1987 e’ stata l’ultima notte che ho passato nella casa della mia infanza.
Dal 1° maggio di 21 anni fa non sono piu' una zitella.
Insomma, ho barato.
Buon 1° maggio.

E anche se non siete comunisti, sarete sicuramente dei lavoratori, e allora sentitevela
immaginato, sentito, visto e intuito da ziacassie alle ore 18:14
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